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Ebola dilaga PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Venerdì 10 Ottobre 2014 18:30

Secondo il bilancio, che arriva fino all'8 ottobre, si registrano 8.399 casi totali in 7 paesi, di cui 4.033 morti.


 

Il precedente bilancio, fino al 5 ottobre, aveva rilevato 8.033 casi totali e 3.865 decessi. I 7 paesi coinvolti sono divisi in due gruppi dall'Oms: il primo e' composto da Guinea, Liberia e Sierra Leone, ovvero i tre paesi piu' colpiti, e il secondo comprende Nigeria, Senegal, Spagna e Stati Uniti. Nel primo gruppo la Liberia, il paese in assoluto piu' colpito dall'epidemia, conta 4.076 casi, di cui 2.316 decessi.

In Sierra Leone, l'Oms ha registrato 2.950 casi e 930 morti. Infine in Guinea, dove e' scoppiata l'epidemia nel dicembre 2013, si contano 1.350 casi e 778 decessi. Il personale medico deve pagare un grosso prezzo in questi paesi, con 416 infezioni e 233 morti. Per quanto riguarda il secondo gruppo, in Nigeria il numero dei casi e dei decessi e' rimasto invariato: 20 casi e 8 morti.

In base all'ultimo bilancio dell'Oms si registra un morto negli Stati Uniti e un caso di contagio in Spagna. Bilancio immutato anche per il Senegal (un contagio). In Repubblica democratica del Congo, dove e' in corso un'epidemia di Ebola diversa da quella che ha colpito l'Africa occidentale, l'Oms ha registrato 71 casi, di cui 43 decessi, secondo un bilancio fermo al 7 ottobre.

Intanto la UE corre ai ripari: convocato per il 16 ottobre il summit Ue contro Ebola, tutti i ministri della salute saranno a Bruxelles per fare il punto sulle procedure di controllo messe in atto. Sul tavolo, in particolare, eventuali procedure straordinarie da attivare negli aeroporti. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in qualita' di presidente di turno nell'ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'Unione europea e il Commissario europeo alla salute pubblica Tonio Borg hanno inviato una lettera a firma congiunta ai ministri della salute degli Stati membri Ue per convocare una riunione straordinaria del Consiglio, che si terra' a Bruxelles il prossimo 16 ottobre, alle 11.00.

Obiettivo dell'incontro "e' fare il punto sull'epidemia di Ebola e, in particolare, discutere delle procedure di controllo negli aeroporti di ingresso sul territorio Ue con voli diretti provenienti dalle aree affette dal virus. Lo scopo e' di incrementare ulteriormente la capacita' di risposta all'epidemia in corso e ridurre ulteriormente il rischio di diffusione in Europa", ha spiegato lo stesso ministero della salute. La convocazione dell'incontro fa seguito a quanto gia' discusso durante la riunione informale dei ministri della salute degli Stati membri che, sotto la presidenza del ministro Lorenzin, si e' tenuta a Milano lo scorso 22 e 23 settembre.

In Spagna l'infermiera  ricoverata in ospedale a Madrid da lunedi' dopo aver contratto il virus dell'Ebola, il primo contagio fuori dall'Africa, e' in grave pericolo di vita. Lo ha dichiarato il presidente della regione di Madrid, Ignacio Gonzalez. "Noi vogliamo manifestare il nostro sostegno alla persona che e' stata contagiata dal virus Ebola, che soffre in questi momenti per una cosi' grave patologia e la cui vita e' in grave pericolo", ha dichiarato di fronte all'assemblea regionale.

Il responsabile si e' espresso in questi termini nel preambolo di un discorso di fronte al parlamento regionale e dopo che l'ospedale ha riferito di un peggioramento delle condizioni di salute di questa infermiera, che fa parte dell'equipe che ha curato due religiosi spagnoli rimpatriati dall'Africa e colpiti dalla malattia. Il secondo religioso era morto il 25 settembre: il giorno successivo, l'infermiera aveva chiesto un periodo di ferie durante il quale, a partire dal 29, ha iniziato a sentirsi male.

E' stata ricoverata in ospedale il 6 ottobre, dove i suoi colleghi le avevano inizialmente detto di non preoccuparsi perche' la temperatura non superava i 38,6 gradi. Secondo suo fratello, le condizioni si sono aggravate. Ha detto alla stampa che e' stata "intubata", ma il La Paz-Carlos III ha smentito in un comunicato. Altre sei persone sono ancora ricoverate nello stesso ospedale, un edificio dove due piani - il quinto e il sesto - sono riservati a curare i casi di Ebola e ricevere i casi sospetti. Due presentano i sintomi del virus.

Ma a destare molte preoccupazioni sono i paesi dell'Africa, i più esposti alle insidie del virus. Il numero di persone contagiate dal virus dell'ebola "sta crescendo in modo esponenziale, motivo per cui serve un'assistenza venti volte superiore a quella attuale". Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, durante un incontro organizzato dalla Banca mondiale in occasione dei lavori autunnali del Fondo monetario internazionale, in corso a Washington. Secondo il numero uno dell'Onu, servono "laboratori mobili, veicoli, elicotteri, attrezzature e personale medico addestrato", ha detto.

Al segretario dell'Onu fanno eco i leaders dei governi africani. Contro il virus Ebola serve "un'assistenza venti volte superiore a quella attuale", con un dispiego di "laboratori, mobili, veicoli, attrezzature e personale medico". Lo ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Bank Ki-moon in un incontro organizzato dalla Banca Mondiale a margine dei meeting del Fondo monetario internazionale di Washington. Il meeting, introdotto dal direttore generale del Fmi Christine Lagarde, ha visto la partecipazione dei leader dei tre paesi piu' colpiti dal contagio: Guinea, Sierra Leone e Liberia. Presente a Washington il presidente della Guinea Alpha Conde', collegati in videoconferenza il leader della Sierra Leone Ernest Bai Koromain e il presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf. Il presidente della Sierra Leone ha puntato il dito contro la "risposta piu' lenta del virus" fornita dalla comunita' internazionale.

Ellen Johnson Sirleaf, premio Nobel per la pace nel 2011, ha invocato l'invio di "personale medico qualificato" per "rimuovere la morte dalle nostre strade e dalle nostre famiglie". Presente al tavolo anche il numero uno dell'African Development Bank, Donald Kaberuka. Kaberuka ha spiegato che il virus "non e' un'epidemia africana, e' un'epidemia che scavalchera' i confini e impattera' l'economia mondiale. I responsi sono pochi, lenti e inefficaci". Il bilancio della crisi nell'Africa occidentale segna piu' di 8.000 contagi e quasi 4.000 vittime. Secondo un rapporto della Banca Mondiale rilasciato ieri e citato da Bank Ki-moon, i costi economici dell'epidemia potrebbero sfondare il tetto dei 32,6 miliardi di dollari entro il 2015.

Per concludere, in casa nostra le critiche si appuntano sul silenzio del presidente del consiglio e presidente di turno della UE. "E' inconcepibile che il presidente del Consiglio di un Paese che, tra l'altro, ha la responsabilita' della Presidenza del consiglio dell'Ue non abbia ancora speso una parola sul virus Ebola. Renzi non puo' solo andarsene in giro a fare spot autopromozionali: la sua carica comporta anche oneri ed Ebola, una delle piu' gravi epidemie avvenute negli ultimi decenni, meriterebbe un intervento in prima persona da parte sua". Lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle al termine dell'interpellanza urgente presentata alla Camera da Giulia Grillo alla quale ha risposto il sottosegretario alla Salute De Filippo. "Contrariamente a quanto avvenuto soltanto pochi giorni fa, con l'audizione del ministro Lorenzin alle Camere, questa volta il governo ha dato una risposta piu' ampia e dettagliata sul virus ebola e sulle misure che devono essere messe in campo. Al contempo rileviamo come, da parte del primo ministro, non sia ancora mai pervenuto alcun intervento sull'argomento. Eppure ci troviamo di fronte a un virus potenzialmente pericoloso per la popolazione e che ha fatto il suo ingresso in Europa".


Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Ottobre 2014 18:48
 

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