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La Fifa? È cosa loro! PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Venerdì 29 Maggio 2015 01:47

Le testate che passano per essere le più importanti si accaniscono sul tema della riconferma di Blatter all’indomani del terremoto giudiziario nella Fifa. Sono gli stessi che si appassionano sulla riconferma o meno dei vari Berlusconi, e capi e capetti politici.


 

Per questi giornalisti non conta altro che il controllo e la occupazione delle poltrone. Una specie di voyerismo applicato alla gestione del potere. E’ quanto riporta il CorrierePL.it nel suo editoriale di oggi.

In realtà la concentrazione estrema di danari e decisioni ha allontanato i vertici dalla realtà. Nel calcio, come in ogni sport ad alto tasso di mercificazione, gli affezionati sono sempre meno sportivi e sempre più appartenenti ad un gruppo; se i danari condizionano i vertici, la violenza e l’estremismo imperano tra i tifosi. Mentre il merito sportivo (che una volta si condensava nella formula “vinca il migliore”) svanisce miseramente, i soldi imperano indisturbati ed impongono le loro regole. Il calcio che, come icona del nostro tempo, ha incarnato decenni fa il periodo dello slancio e dell’impegno, dell’entusiasmo e della fiducia, della lealtà e della partecipazione, oggi incarna questo attuale momento fatto di interessi deviati e di appartenenza, di potere e di decadenza.


La decomposizione di ogni aspetto del potere è la stessa in politica e nella finanza, nel calcio come nel ciclismo o nelle Olimpiadi o nella formula uno. La concentrazione di danari corrompe chiunque e prepara la fine del sistema. A ben guardare il sistema occidentale, quello che ha creato meraviglie incredibili, quello che premiava le idee e la parola data, quello che si fondava sulla perseveranza e sul lavoro, è finito da tempo; è finito da quando fare il vigile è meglio che fare il negoziante; è finito da quando fare soldi con la finanza è meglio che produrre e vendere cose; è finito da quando i grandi imprenditori come i piccoli preferiscono la politica all’impresa; è finito da quando le Università insegnano politiche economiche talmente sballate che se applicate veramente uccidono una intera nazione in pochi mesi; è finito da quando l’informazione è in mano agli stessi che controllano tutto il resto;… il sistema occidentale è finito da quando un burocrate ha il potere di non farti lavorare o di toglierti tutto quello che hai; da quando le tasse si applicano alla proprietà e al consumo e non al reddito.


Quindi la questione Fifa, che è emersa grazie ad un tardivo lavoro delle polizie più blasonate del mondo, non è certo una questione solo sportiva o di giustizia. È il normale coronamento di stadi condizionati dai violenti, di economie controllate da chi non ha mai fatto nulla e di Istituzioni pubbliche occupate da organizzazioni ignare dell’interesse pubblico. La gente per bene non va più allo stadio da tempo per non essere coinvolta in questioni che gli sono estranee e perché ormai cosciente che le partite si decidono altrove. Quella stessa gente non va a votare e ritira i soldi dalle banche che sa non essere più un posto sicuro.


Noi diciamo che evitare questi malavitosi che occupano tutto ciò che conta, è una sana reazione; e quindi è comprensibile che non si vada a votare o non si vada allo stadio o non si investa più o non si spenda una lira a nessuna condizione;  ma noi diciamo anche che insistendo per questa via si finisce con il lasciare il potere a questi malavitosi e si consente che l’attuale fase di vuoto etico, vuoto morale e vuoto politico sancisca il definitivo affidamento della nostra vita e quella dei nostri figli a questi criminali.

 

Vale la pena di risvegliarsi e ricordarci che loro sono nel torto, mentre nel giusto siamo noi! E quindi sono loro che si devono nascondere non noi! Rialziamo le testa fino a che siamo in tempo.


Canio Trione

Vice Direttore

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Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Maggio 2015 01:53
 

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