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E l'arancia torna a casa PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 24 Marzo 2019 07:23

L’arancio, citrus sinensis, albero da frutto appartenente alla famiglia delle rutacee, originario di Cina e dei paesi del Sud Est asiatico, si diffuse nel bacino del Mediterraneo in tempi lontani.

 

 

"La loro coltivazione, infatti, ebbe inizio intorno alla metà del III millennio a.C. in Asia. Il lento procedere delle arance verso Occidente è testimoniato innanzitutto dall’etimologia del termine arancia. Infatti secondo il Vocabolario etimologico della lingua italiana di Pianigiani, la parola, di derivazione araba (narangi), e persiana (narang') risale al sanscrito nâga-rang'a, inclinazione dell'elefante ossia frutto favorito dagli elefanti. Nel basso latino arangia e aurantia, la parola era stata accostato per etimologia popolare al latino aurum, oro. Dagli arabi la voce passò nella Spagna e da questa nelle altre lingue romanze; in italiano è diventata naranzi e aranti.

L`arancio amaro (o melangolo) è stato introdotto in Sicilia e in altre regioni del Mediterraneo dagli Arabi intorno al VII - VIII secolo. Fra XV e XVI secolo, quando iniziarono le grandi scoperte, furono navigatori genovesi e portoghesi, che diffusero l’arancio dolce nell’Europa mediterranea, Spagna, Liguria, Calabria e Sicilia. Probabilmente fino al XVI secolo furono coltivate soltanto arance bionde e soprattutto per scopo ornamentale e religioso; forse per questa ragione ancora oggi le coltivazioni di agrumi sono chiamate in dialetto siciliano “jardina” (giardini). Le proprietà nutritive di questo prodotto, che  ebbe larga diffusione e fu impiegato in agricoltura, furono scoperte in seguito. L’arancia rossa entrò nel panorama delle varietà conosciute in Italia solo nel corso del XVII secolo, forse portato in Italia da un missionario genovese proveniente dalla Cina. 
Oggi la principale produttrice in Italia è la Sicilia, seguita da Calabria, Basilicata, Sardegna e Campania."

Perchè tanto interesse oggi per le arance?

Nei giorni scorsi, in occasione della visita di "Ping" a Roma, il ministro Di Maio ha barattato l'accordo sulla vendita delle arance in Cina via aerea come un risultato dell'attività del suo governo.

Peccato che la notizia è datata, assegnando il merito ai governi precedenti. Carta canta.

Fonte ANSA del 17 maggio 2017

''Si è finalmente concluso il negoziato relativo all'apertura del mercato cinese agli agrumi italiani e che saranno avviate le prime spedizioni già a partire dalla prossima campagna commerciale''. Lo annuncia, in una nota, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. È stato inoltre firmato un Protocollo di intesa con il Ministro dell'Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese, Han Changfu. "La conclusione del negoziato rappresenta un passo in avanti importante per la nostra agrumicoltura che oggi può approcciare un mercato dal grande potenziale come quello cinese. Sono molto soddisfatto del lavoro diplomatico portato avanti in questi mesi" commenta il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina. "Il protocollo firmato con le autorità cinesi - sottolinea Martina - rafforza la collaborazione strategica nel settore agricolo. La costruzione di una nuova 'via della seta' potrà favorire anche gli scambi agroalimentari". Nel 2016 l'export agroalimentare in Cina è stato di 391 milioni di euro; nei primi due mesi del 2017 53 milioni di euro.

''Il protocollo firmato con le autorità cinesi - conclude il ministro Martina - rafforza la collaborazione strategica nel settore agricolo e si inserisce in un più ampio quadro di relazioni tra i nostri Paesi. Da parte nostra continueremo a investire al fianco delle nostre aziende in un mercato che offre interessanti possibilità in termini di crescita e di sviluppo.

Già nei primi due mesi del 2017 l'export agroalimentare in Cina è aumentato del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno".

Gli obiettivi principali dell'accordo Italia-Cina sono: promuovere la cooperazione tra i due Paesi su scienza, tecnologia, economia e commercio nel settore agricolo e nello sviluppo rurale. E rafforzare i rapporti di cooperazione bilaterale in campo agricolo.(ANSA).


Ultimo aggiornamento Domenica 24 Marzo 2019 07:42
 

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