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L'insegnamento della geografia rischia di sparire dalle scuole superiori italiane. PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Lunedì 01 Febbraio 2010 12:57

Appello per contrastare l'abolizione della geografia nelle scuole italiane prevista dalla riforma Gelmini

 

Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile, guardando al futuro.

Nei nuovi curricoli dei licei e degli istituti tecnici e professionali in via di definizione la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata.

I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi assolutamente irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.


LA PRESENZA DELLA GEOGRAFIA NELLA SCUOLA E NELL’UNIVERSITÀ

DOCUMENTO CONGIUNTO DELLE ASSOCIAZIONI GEOGRAFICHE

Noi sottoscritti Presidenti delle Associazioni geografiche (Associazione dei Geografi Italiani, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, Società Geografica Italiana, Società di Studi Geografici) segnaliamo con forza che nelle bozze dei documenti relativi alla Scuola e all’Università, attualmente in circolazione, la Geografia risulta fortemente penalizzata.

Di seguito argomentiamo nel dettaglio la nostra segnalazione.


Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria (Commissione Israel)


L’assegnazione di 8 cfu + 1 (la più bassa fra tutti i saperi disciplinari presenti), è insoddisfacente e del tutto inadeguata a preparare i futuri docenti, che dovranno condurre gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria a un appropriato apprendimento del senso dello spazio e delle basi scientifiche della geografia; questa compone, al pari e insieme alla storia, l’Area storico-geografica, fondamentale per conferire il senso dello spazio accanto a quello del tempo.

Una così scarsa presenza nel Corso di Laurea non corrisponde neppure al quadro orario settimanale della scuola primaria, che generalmente prevede due ore d’insegnamento per la geografia, come per storia o scienze (a quest’ultima sono assegnati 17 cfu tra discipline biologiche e chimiche, oltre ai 9 cfu per le discipline fisiche), mentre ad arte e immagine, musica e attività motorie si assegna un’ora ciascuna.

Nelle discipline geografiche è stato inserito, nell’ultima versione, il settore scientifico-disciplinare GEO/04, che fa parte delle Scienze della Terra (geografia fisica e geomorfologia). Questa aggiunta potrebbe portare alla scomparsa nella formazione dei futuri maestri di ogni insegnamento propriamente geografico, come invece previsto nelle Indicazioni per il curricolo, che affidano alla geografia (cfr. Presentazione alla disciplina) delicati e complessi compiti formativi.

Sulla base di tali considerazioni, sinteticamente qui esposte, chiediamo che vengano aumentati a 16+1 i cfu per la Geografia (in ogni caso almeno 12+1) e la presenza nell’Ambito delle Discipline geografiche dei soli settori M-GGR/01 e M-GGR/02.

 


Corsi di Laurea Magistrale per la Formazione degli insegnanti di primo e di secondo grado


Nelle Tabelle del Documento elaborato dalla Commissione Israel non c’è riferimento alla formazione dei futuri insegnanti nella classe A 039 (Geografia), quando l’insegnamento della Geografia, scienza che studia l’umanizzazione del pianeta Terra, manifesta una struttura epistemologica così specifica da richiedere un docente apposito con distinta classe (come del resto è tradizione “antica”) in grado di padroneggiare sia gli strumenti di base della disciplina (cartografia, interpretazione dei dati statistici, analisi e modellizzazione) sia le tematiche molto ampie che la compongono (ambientali, economiche, geopolitiche, sociali e culturali).


Proponiamo pertanto che per accedere alla classe suddetta siano necessari una laurea triennale delle classi di Geografia, Lettere, Scienze dell'economia e della gestione aziendale, Scienze dell'educazione e della formazione, Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace, Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura, Storia e Beni culturali con un curriculum nel quale compaiano almeno 12 CFU di "Geografia" o "Geografia economica", e una laurea biennale della classe di scienze geografiche (LM 80), il cui curriculum consenta di completare con un minimo di 48 CFU i crediti complessivi dei settori M-GGR/01 e M-GGR/02.


Insegnamento della Geografia nella scuola secondaria di 2° grado

 

Nelle bozze in circolazione osserviamo l’assenza della disciplina nel biennio nel Liceo Artistico e in quello Musicale, nonché in gran parte degli Istituti Tecnici. L’assenza della Geografia priva gli studenti di conoscenze indispensabili, fra le quali quelle relative ai grandi problemi mondiali (ambientali, socio-economici, geopolitici e culturali) legati alla globalizzazione.

Auspichiamo quindi una presenza della Geografia almeno nel primo biennio in tutti i Licei e Istituti Tecnici.


In particolare segnaliamo:


Liceo Artistico e Musicale


L’apporto della Geografia è essenziale non soltanto per le indispensabili conoscenze di base, ma anche per le specificità derivanti dagli studi di geografia culturale, che riguardano, ad esempio, i beni culturali, i paesaggi sonori, la relazione tra percezione e rappresentazione dei luoghi, il legame tra paesaggio culturale e turismo.


Istituti Tecnici


Amministrazione, Finanze e Marketing

La Geografia è solo nel primo biennio, mentre nella precedente versione (Ministro Moratti – Liceo Economico) era presente anche nel secondo biennio. È un arretramento grave, che dovrebbe essere eliminato permettendo un triennio di approfondimento legato in particolare alla geografia economica.

Logistica e Trasporti

Negli Istituti Tecnici Nautici la Geografia aveva un suo ruolo significativo, che dovrebbe mantenere proprio per i suoi stretti collegamenti: geografia del mare e geografia delle comunicazioni e dei trasporti marittimi.

Agricoltura e sviluppo rurale

È presente nell’ultimo anno Gestione dell’ambiente e del territorio, che è una traduzione di Geografia. Sarebbe meglio lasciare la dizione “Geografia” e impartirla almeno per due anni. In ogni caso la disciplina dovrebbe essere insegnata da un docente di Geografia.

Costruzioni, ambiente e territorio

È solo nel primo biennio la dicitura Ambiente e territorio, che – come nel caso precedente – è una traduzione di Geografia. Sarebbe meglio lasciare la dizione Geografia; la disciplina dovrebbe essere insegnata comunque da un docente di Geografia.


Associazione dei Geografi Italiani Prof. Alberto Di Blasi

Associazione Italiana Insegnanti di Geografia Prof. Gino De Vecchis

Società Geografica Italiana Prof. Franco Salvatori

Società di Studi Geografici

 

 


Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 13:12
 

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