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Il made in Italy parla sempre più francese PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Lunedì 07 Marzo 2011 18:11

Se il made in Italy contende alla Francia il primato nel mercato del lusso in termini di prodotti, eleganza, esclusivita', in termini di assetti societari non c'e' confronto. Il lusso italiano parla sempre piu' francese dopo l'annuncio che anche la Bulgari passa sotto il controllo del colosso LVMH guidato da Bernard Arnault.

 

In un mercato che vale circa 300 miliardi di dollari l'anno, le griffe italiane sono tra le piu' ammirate ma la proprieta' e' sempre piu' spesso oltre le Alpi. In Francia sono stati creati autentici colossi come LVMH, PPR e anche nel lusso stanno scalpitando i cinesi che iniziano a fare shopping nel mondo, forti anche di un mercato interno in costante crescita (le stime indicano che per i beni di lusso nel 2015 la Cina superera' il Giappone come domanda con 20 miliardi di dollari l'anno).

In Italia, dieci anni fa la ex Hdp tento' di creare una holding del lusso iniziando con l'acquisizione della maison Valentino ma poi i progetti andarono in fumo. Come nel settore alimentare, il bel paese non e' riuscito a veder nascere un gruppo di dimensioni globali. E i marchi italiani negli ultimi 20 anni con l'esplosione del mercato del lusso sono stati terra di conquista.

Cosi' LVMH ora ha inserito anche Bulgari in un elenco del lusso che spazia dagli champagne Dom Perignon alle borse Louis Vuitton, dagli orologi Zenith ai gioielli De Beers. Nella moda LVMH vanta anche i marchi italiani Fendi e Emilio Pucci.

I concorrenti di PPR guidati da Francois Pinault rispondono con Gucci (dopo un lungo braccio di ferro proprio con LVMH a fine anni '90) e Bottega Veneta ma Pinault sta valutando altre acquisizioni in Italia di aziende di medie dimensioni. La maison Gianfranco Ferre' e' stata acquisita dal Paris Group di Dubai mentre da anni la Valentino e' controllata dal fondo inglese di private equity Permira.

Ma oltre ai francesi, a gruppi come Richemont che spazia dai gioielli Van Cleef & Arpels alle penne Montblanc, con quasi 4 miliardi di ricavi, stanno avanzando anche nel lusso i gruppi delle economie emergenti, in particolare India e Cina.

Il gruppo indiano Gitanjali fattura 2 miliardi di dollari nella gioielleria e l'anno scorso ha rilevato la casa italiana Valente Milano e conta di completare o shopping in Italia con altre quattro operazioni. Ma si sta espandendo nell'abbigliamento con le acquisizioni dei marchi francesi Sandro, Maje e Claudie Pierlot.

Poi ci sono i cinesi. Il gruppo piu' grande e' Tesiro che opera principalmente nel settore dei gioielli con 20 miliardi di dollari di ricavi ma ha iniziato a espandersi nel mondo del lusso a 360 gradi. La scorsa settimana ha acquisito la cantina bordolese Chateau Laulan Duco. Il mese scorso il gruppo cinese della ristorazione Cofco ha rilevato lo Chateau De Viaud e sempre miliardari cinesi negli ultimi due anni hanno comprato altri nomi storici del vino bordolese come Chateau Latour-Laguens e Chateau Richelieu.


Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 18:21
 

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