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Da processo a prescrizione breve PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Giovedì 14 Aprile 2011 06:18

Il provvedimento sulla prescrizione breve, da un punto di vista numerico, passa alla Camera con 314 voti a favore contro 296. Ma il dato politico che emerge da questo passaggio parlamentare presenta una doppia lettura.

 

 

 

 

Da un lato le difficolta' dell'opposizione nell'erodere (anche con ostruzionsimi e voti segreti) il pacchetto di voti della maggioranza che sostiene Silvio Berlusconi; dall'altro la tenuta dello schieramento di centrodestra, per il quale non pochi osservatori ipotizzavano il voto di oggi come una sorta di 25 aprile, di fine della corsa.

Cosi' non e' stato. L'opposizione le ha provate tutte. A partire dal filibustering, l'ostruzionismo parlamentare messo in atto, durante il dibattito, con decine e decine di interventi di deputati del centrosinistra ora sull'approvazione del processo verbale ora con la richiesta di intervento (da parte del Pd) per leggere gli articoli della Costituzione. Ma risultati non sono stati ottenuti, con il voto finale arrivato nei tempi previsti. Si e' tentata anche la strada del voto segreto ma meglio non e' andata. Anzi e' questo passaggio che segna forse l'impotenza dello schieramento di opposizione contro l'attuale maggioranza.

Nel pomeriggio, durante l'esame degli emendamenti, si e' votato, su proposta del Pd, a scrutinio segreto un emendamento Idv all'articolo 3 del provvedimento. Chiaro il tentativo di provare a spaccare la maggioranza. Ma il risultato e' stato l'opposto dell'auspicato, con il centrodestra che con 316 voti contro 288 ha bocciato l'emendamento. Sei voti in piu' rispetto ai 310 fino a quel momento ottenuti con le votazioni palesi e che sono stati pescati evidentemente tra le fila dell'opposizione. All'interno della quale e' subito partita la caccia al 'franco tiratore'.

Il Pd ha immediatamente messo le mani avanti, con Dario Franceschini che si e' detto pronto a mettere ''le braccia'' sul fuoco sulla fedelta' dei suoi deputati. Da Fli si sospetta invece che l'aiuto possa essere arrivato dall'interno dello stesso fronte finiano, da Adolfo Urso e dai suoi fedeli i quali - si maligna in Futuro e liberta' - non hanno partecipato in alcun modo al dibattito.

Immediata la replica dell'ex viceministro al Commercio estero, che rimanda al mittente le accuse. Una opposizione insomma che doveva partire unita e solida contro ''la legge ad personam per Silvio Berlusconi'' e che al contrario si ritrova spaccata e attraversata da sospetti reciproci.

Non si e' frantumato invece il centrodestra, il Pdl in particolare. Non pochi fra politici e commentatori davano quasi per scontato che l'evidente competizione in atto tra le 'correnti' del Popolo della liberta' avrebbe portato qualcuno degli attori in campo (ministri ex Fi, dirigenti di primo piano, ex ministri) ad approfittare del voto di oggi per mettere in difficolta' - favorendo con un voto contrario una sconfitta sulla prescrizione breve - il leader Silvio Berlusconi. Si pensava anche che la Lega Nord, i cui vertici hanno non poche difficolta' con la base per la gestione 'governativa' dell'emergenza immigrati, potesse approfittare del delicato voto per differenziarsi dal premier.

Nulla di tutto questo. Per le opposizioni quindi un'altra occasione mancata per dare la famosa spallata al governo guidato da Silvio Berlusconi e alla maggioranza che lo sostiene. Dovranno attendere ancora.

Il testo approvato dalla Camera ieri sera, profondamente diverso rispetto a quello licenziato dal Senato e che tornera' adesso a palazzo Madama, ha cambiato ufficialmente nome, passando da ''Misure per la tutela del cittadino contro durata indeterminata dei processi'' a ''Disposizioni in materia di spese di giustizia, danno erariale, prescrizione e durata del processo''. Al centro del provvedimento, infatti, la norma introdotta dal relatore Maurizio Paniz, che riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati.

L'articolo 3 modifica il codice penale all'art. 161, gia' cambiato con la ex Cirielli e riduce, da un quarto a un sesto, il limite del prolungamento del tempo necessario a prescrivere. La norma si applica ai processi per i quali non e' stata pronunciata sentenza di primo grado e non comprende i reati piu' gravi come mafia, terrorismo ed estorsione. L'articolo 4 del testo riguarda la ''durata ragionevole del processo e obbligo di segnalazione'', dunque i ''termini di fase''. Il loro sforamento non determina l'estinzione del processo, ma la segnalazione, da parte del capo dell'ufficio giudiziario, al ministro della Giustizia e al Csm. I termini di fase stabiliti dall'articolo 4 sono di sette anni e mezzo in tutti i gradi del processo, per i reati che prevedono pena pecuniaria o pena detentiva inferiore ai dieci anni. Per i reati che prevedono una pena pari o superiore ai dieci anni, i termini del processo, in tutti i suoi gradi, sono di 8 anni e mezzo. Per i reati di particolare allarme sociale previsti dall'art.51 (mafia e terrorismo), i termini massimi del processo, in tutti i suoi gradi, sono di 11 anni e mezzo.

Unanime il giudizio negativo da parte delle opposizioni. ''E' uno schiaffo alla legalita': pur di salvare Berlusconi si elargiscono premi processuali anche per reati molto gravi. E' un incentivo a ricercare scorciatoie processuali per farla franca in spregio delle regole e dei diritti delle parti lese. Peraltro si crea una giustizia di classe dove chi ha i mezzi per tirare alla lunga il processo restera' impunito''. Cosi' la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, commenta l'approvazione alla Camera delle norme sulla prescrizione breve. E Antonio Di Pietro: ''Berlusconi e' come il Marchese del Grillo che dice 'io sono io e voi...'''

Adesso la parola passa al Senato e, successivamente, alla Consulta per la verifica delle condizioni di costituzionalità.


Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Aprile 2011 06:52
 

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