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L'altolá di Napolitano PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Martedì 19 Aprile 2011 10:41

E' la ferma posizione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla giustizia a far discutere maggioranza e opposizione.

 

Il capo dello Stato ha informato con una lettera Michele Vietti, vicepresidente del Csm, che la Giornata della memoria che si celebra il 9 maggio al Quirinale sara' dedicata in particolare ai magistrati uccisi a causa del loro impegno. ''Quest'anno - spiega Napolitano - il nostro omaggio sara' reso in particolare ai servitori dello Stato che hanno pagato con la vita la loro lealta' alle istituzioni repubblicane.

Tra loro, si collocano in primo luogo i dieci magistrati che, per difendere la legalita' democratica, sono caduti per mano delle Brigate Rosse e di altre formazioni terroristiche''. L'iniziativa, aggiunge il presidente: ''E' una risposta all'ignobile provocazione del manifesto affisso nei giorni scorsi a Milano con la sigla di una cosiddetta Associazione dalla parte della democrazia, per dichiarata iniziativa di un candidato alle imminenti elezioni comunali nel capoluogo lombardo. Quel manifesto rappresenta, infatti, innanzitutto una intollerabile offesa alla memoria di tutte le vittime delle Br, magistrati e non''.

L'indice e' puntato su Roberto Lassini, candidato alle elezioni comunali di Milano per il Pdl, indagato con altre due persone per vilipendio dell'ordine giudiziario dalla procura milanese in relazione proprio ai manifesti con lo slogan ''Via le Br dalle procure'' apparsi negli spazi per la propaganda elettorale della capitale lombarda. Il presidente Napolitano segnala inoltre nella sua lettera: ''Nelle contrapposizioni politiche e elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia, si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le piu' pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilita' da parte di tutti''.

Il reato contestato a Lassini e ad altre due persone indagate e' quello di vilipendio dell'ordine giudiziario previsto dall'articolo 290 del Codice penale. Per procedere, la Procura deve pero' chiedere l'autorizzazione al Ministero della giustizia. A questo proposito si e' appreso che gli inquirenti milanesi stanno completando tutti gli accertamenti del caso per inoltrare la richiesta al Ministero.

Le polemiche sulla candidatura di Lassini nella lista del Pdl per le amministrative hanno coinvolto la seduta del Consiglio comunale di Milano di ieri. Gli esponenti del centrosinistra hanno esposto cartelli che condannavano i manifesti incriminati e hanno gridato ''vergogna'' verso i banchi della maggioranza dai quali si e' risposto con un ''buffoni, buffoni''. Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha intanto chiesto ufficialmente che Lassini rinunci alla candidatura nella lista nel Pdl. Lassini si e' riservato di prendere una decisione definitiva, ma per ora conferma di non voler rinunciare alla candidatura.

Il primo cittadino di Milano, in una lettera inviata a Mario Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl, ha definito ''ignobile e privo di ogni giustificazione il messaggio di quei manifesti che attaccano un'istituzione che in questa citta' negli anni del terrorismo ha subito attacchi, pagando un tributo di sangue e di vittime''.

Sul problema giustizia ha preso posizione anche Gianfranco Fini, che si e' incontrato a Montecitorio con i vertici dell'Associazione nazionale magistrati: ''Il rispetto reciproco tra le istituzioni e' la premessa indispensabile per la salvaguardia dello Stato di diritto e per la leale collaborazione tra i poteri dello Stato''. Il presidente della Camera ha aggiunto che ''nell'architettura costituzionale voluta dai padri costituenti, la magistratura, non solo quella ordinaria, rappresenta il vero pilastro a salvaguardia del principio di legalita' e a difesa di tutti i cittadini''. L'incontro svoltosi a Montecitorio e' stato organizzato per rispondere alle accuse lanciate dal premier Silvio Berlusconi su un presunto ''patto'' tra Fini e l'Associazione magistrati per ostacolare le riforme della giustizia previste dal programma del governo. Un plauso all'iniziativa di Napolitano arriva da Pd, Terzo polo e Idv.

L'opposizione condivide l'allarme del Quirinale sulla questione giustizia e indica nelle elezioni anticipate la soluzione per fermare il conflitto istituzionale in atto. Esprime la sua critica nei confronti del governo anche l'Associazione Italia futura che fa riferimento a Luca Cordero di Montezemolo.


Ultimo aggiornamento Martedì 19 Aprile 2011 10:56
 

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