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BNL-UNIPOL: PROCURA MILANO CHIEDE PROCESSO PER BERLUSCONI PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Giovedì 22 Settembre 2011 10:33

Mandare a processo Silvio Berlusconi per la rivelazione della telefonata tra Piero Fassino e Giovanni Consorte. La Camera nega l'arresto per Marco Milanese.

 

 

 

 

 

 

E' questa la richiesta che la procura di Milano ha formalizzato ufficialmente oggi nell'ambito dell'inchiesta sulla rivelazione del segreto d'ufficio della telefonata, pubblicata sulla prima pagina de 'Il giornale' della famiglia Berlusconi il 31 dicembre 2005, in cui l'allora segretario dei Ds si rivolgeva all'allora numero uno di Unipol per chiedere delucidazioni sull'esito della scalata a Bnl da parte della compagnia bolognese, domandando 'Allora abbiamo una banca?'.

Per la procura di Milano, la richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi e' stata in pratica una mossa obbligata dopo l'imputazione coatta disposta nei confronti del premier dal gup Stefania Donadeo, che ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dal pm Maurizio Romanelli.

Nella stessa vicenda sono coinvolti anche il fratello del premier, Paolo Berlusconi, gia' rinviato a giudizio, e altri imprenditori e faccendieri: alcuni gia' condannati con rito abbreviato, altri che hanno preferito la via del patteggiamento.

Intanto l'aula della Camera ha respinto la richiesta di arresto per il deputato Pdl Marco Milanese. I presenti e votanti sono stati 617, con 312 voti contrari al carcere per l'ex consigliere del ministro Giulio Tremonti e 305 favorevoli. La votazione si e' svolta a scrutinio segreto ed ha confermato il no all'arresto deciso le scorse settimane dalla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio.

L'esito della votazione - condizionata evidentemente anche dagli assenti - lascia capire come nel centrodestra ci siano stati dei 'franchi tiratori', deputati cioe' che hanno votato a favore dell'arresto di Milanese andando contro le indicazioni dei loro partiti. Il totale dei voti delle opposizioni, come risulta dai tabulati della votazione, e' 299. Per arrivare quindi ai 306 voti favorevoli all'arresto (deve essere conteggiato anche il voto di Enrico Letta, vicesegretario del Pd, non contabilizzato dal sistema elettronico) si devono aggiungere i 7 voti provenienti evidentemente dalle fila della maggioranza. Da ricordare che contrari all'arresto di Milanese (come da dichiarazione di voto) erano Pdl, Lega Nord e Popolo e Territorio. Favorevoli invece Pd, Api, Fli, Idv e Udc.

Il deputato del Pdl Marco Milanese, dopo il voto contrario al suo arresto espresso dall'aula della Camera, e' entrato nella sala del governo dove si trovava il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Il deputato del Pdl, Marco Milanese, dopo il voto dell'aula della Camera contrario al suo arresto e' rimasto seduto al suo posto parlando al telefono. In attesa del voto l'ex consigliere di Giulio Tremonti aveva mostrato tutto il suo nervosismo, sbattendo ripetutamente le mani sul banco. Dopo l'esito della votazione i colleghi del Pdl si sono avvicinati a lui per abbracciarlo. Da notare che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, presente in Aula, durante il voto avevo lo sguardo fisso verso gli scranni dei deputati del Pdl.

''Il Parlamento ha respinto l'ennesimo tentativo giustizialista e a noi mancavano alcuni deputati in missione. La Lega e' stata compatta con noi, con le assenze abbiamo fatto il pieno''. Lo afferma il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchito, dopo il voto contrario all'arresto del deputato del Pdl Marco Milanese.

E cresce lo scontento tra i deputati del Pdl per l'assenza del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, alla Camera durante il voto sulla richiesta di arresto per il suo ex consigliere, Marco Milanese. Molti esponenti del Pdl, a quanto si apprende, si sarebbero lamentati con il premier Silvio Berlusconi, sottolineando l'assenza del ministro che stamane e' partito per Washington per partecipare al meeting del Fondo Monetario.

''La maggioranza cerca di sopravvivere a se stessa giorno per giorno, ma non e' col giorno per giorno che la maggioranza riuscira' a risolvere i suoi problemi''. Lo afferma il vicesegretario del Pd Enrico Letta che aggiunge: ''Il disastro e' sotto gli occhi di tutti e oggi abbiamo il record assoluto di spread per l'Italia.

Quindi non e' un problema di borse che vanno male tutte, e' un caso italiano e il governo non puo' andare avanti cosi': non e' la sopravvivenza del giorno per giorno con voti come quello di oggi che possono risolvere la situazione''.


Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Settembre 2011 10:52
 

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