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Russia, quinto mercato per i vini made in Italy PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Giovedì 06 Ottobre 2011 16:47

Il made in Italy enologico vive un momento particolarmente positivo in Russia, ma i problemi non mancano. Vinitaly Tour diventa così un momento di confronto con i trader russi per trovare le strategie di penetrazione migliori e per aumentare il business.

 

 

 

Verona, ottobre 2011 – Il mercato del vino guarda ad Est con l’8^ edizione di Vinitaly Tour Russia (www.vinitalytour.com) in programma a Mosca il 12 e 13 ottobre prossimi. Un appuntamento ormai tradizionale, atteso dai produttori italiani e dagli operatori russi per fare il punto della situazione di mercato, quest’anno divisa tra successo dell’export italiano e difficoltà burocratiche all’importazione.

Due gli educational organizzati presso il Centro Conferenze del Swissotel Krasnye Kholmy a Mosca: “Stato dell’arte della distribuzione di vino in Russia: dialogo con importatori, distributori e stakeholders” e “I migliori strumenti per promuovere il vino italiano sul mercato russo: media specializzati, horeca, wine bloggers”. Un centinaio le aziende presenti tra cantine con propri banchi di assaggio e importatori pronti a intrecciare rapporti commerciali per conquistare nuovi consumatori in quello che è il quinto mercato mondiale per importazione di vini dopo Germania, Regno Unito, Usa e Francia.

«Grazie al maggiore benessere economico raggiunto da ampie fasce della popolazione, quello russo è ormai da alcuni anni considerato fra i più promettenti mercati per il consumo di vino – sottolinea Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere-. La crisi economica internazionale aveva fatto temere ripercussioni anche sull’import di vini, invece nei primi sei mesi del 2011 l’industria enologica italiana ha esportato in Russia prodotti per un valore di 54 milioni di euro, con una crescita del 24% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Questa performance segue quella del 2010, quando l’export italiano di vino verso la Russia è ammontato a poco meno di 104 milioni di euro (+59% sul 2009) e poco più di 108 milioni di litri (+64%). Sempre nel 2010 l’import complessivo è cresciuto di quasi il 22% in volume, superando i 3 milioni di hl.

Tra le aziende presenti nella tappa russa di Vinitaly World Tour ci sono alcune delle imprese più rappresentative del made in Italy: Zonin, Giv, Valdo, Barone Ricasoli, Cavit, Pasqua, Folonari, Medici Ermete, Masi, Cantina Produttori Cormons, Sartori, Cusumano, Ca’ del Bosco, Rapitalà, Planeta, Allegrini, Renato Ratti, Bolla, Bertani, Santa Margherita, Due Palme, Distillerie Bertagnolli. I vini di Sicilia saranno protagonisti di una degustazione guidata, oltre che della cena di gala dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino siciliano. Inoltre, nell’ottica di un lavoro sinergico nella promozione internazionale del vino italiano, Vinitaly in the World sarà presente con un desk all’interno dell’evento promozionale “Venezia e i suoi vini” organizzato l’11 ottobre dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella presso l’hotel Radisson Royal di Mosca; successivamente, il Consorzio Valpolicella sarà ospite di Vinitaly Russia.

Vinitaly Russia, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Mosca, rappresenta la naturale prosecuzione del rapporto tra Vinitaly (www.vinitaly.com) e trader russi; la loro presenza a Verona, in continua crescita, è aumentata di quasi il 22% in occasione dell’ultima edizione del più importante salone nel mondo dedicato al vino.

Il mercato russo. La Russia ha circa 143 milioni di abitanti, ma solo 30-40 milioni sono quelli potenzialmente interessati al consumo di vino, rappresentati principalmente dalle classi sociali più abbienti, con cultura elevata, donne e giovani. Attualmente i vini di importazione costituiscono circa il 12% del mercato e il loro consumo è concentrato a Mosca (60% del totale) e nelle altre grandi città. Circa 240,5 milioni di bottiglie sono venduti nella fascia medium tra 3,3 e 7 euro; 53,5-58,5 milioni nella fascia premium fino a 12,6 euro e 35-40 milioni di bottiglie vengono commercializzate nella fascia super premium a un prezzo superiore a 12,6 euro.

Spesso però i prezzi di entrata sono anche di 10-15 volte inferiori e ciò ha indotto il Governo russo a introdurre un nuovo regime fiscale che penalizza maggiormente i vini italiani, in particolare gli igt di prezzo più basso, che subiscono un aggravio medio dei costi del 30% rispetto al 12% di quelli francesi e spagnoli.

L’Italia rappresenta il terzo Paese esportatore dopo Francia e Spagna, seguita da Bulgaria, Germania, Moldavia, Cile e Ucraina. Negli ultimi anni il nostro Paese ha dimostrato una capacità di crescita maggiore rispetto ai diretti concorrenti, grazie al maggiore appeal dei suoi vini, riconosciuti dai consumatori russi come più facili da bere e da capire rispetto a quelli francesi e con un rapporto qualità/prezzo più adeguato ai tempi.

L’Italia in generale gode della stima della popolazione russa, che apprezza il made in Italy e la sua cucina, ma anche la cultura del bel Paese, che ritrova nel forte radicamento con il territorio di origine espresso dai nostri vini e che rappresenta un valore aggiunto al pari del brand. Grande successo in particolare per i nostri vini frizzanti, che nel 2010 hanno rappresentato quasi il 61% dell’importazione complessiva di questa tipologia di prodotto.


Ultimo aggiornamento Giovedì 06 Ottobre 2011 17:03
 

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