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L'Europa si mobilita contro la crisi PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Mercoledì 14 Novembre 2012 13:18

Convocate dai maggiori sindacati europei, si stanno svolgendo centinaia di manifestazioni in tutto il continente. Tensioni a Torino dove un poliziotto è stato ferito gravemente durante un corteo di autonomi. I lavoratori chiedono un Salario garantito come nel resto d'Europa.

 

L'Europa si mobilita contro le politiche di austerity in una giornata di scioperi e proteste che investe i prinicipali Paesi dell'Unione. Le dimostrazioni, convocate dalla Confederazione dei Sindacati Ue, riguardano la Spagna e il Portogallo, il Regno Unito, la Grecia e il Belgio. Si fermano anche Parigi e Berlino, oltre che l'Italia. Gli spagnoli incrociano le braccia contro l'alto tasso di disoccupazione e i disagi sociali causati dalla crisi.

Nella notte sono partiti i primi assembramenti e raduni nelle maggiori piazze di Madrid. Paralisi anche dei mezzi pubblici, del settore alimentare e chiuse migliaia di attivita' commerciali. In seguito al blocco aereo nella penisola iberica alcune compagnie aeree spagnole e la portoghese Tap hanno cancellato centinaia di voli.

Violenti scontri si sono verificati in queste ore tra polizia spagnola e una folla di manifestanti radunati nel cuore di Madrid per protestare contro le politiche di austerity varate dal governo di Mariano Rajoy. Lo riferisce un corrispondente dell'Afp presente sul posto, secondo cui gli agenti, in tenuta antisommossa, hanno respinto i dimostranti nei pressi di Plaza de Cibeles con l'ausilio di manganelli e sparando proiettili di gomma.

Anche a Lisbona ampia adesione allo sciopero generale contro i tagli alla spesa sociale. Da mezzanotte la metropolitana della capitale si e' fermata, cosi' come gli autobus pubblici, che non garantiscono i servizi minimi. Alle proteste ha aderito il settore dei servizi di pulizia al completo e il 90% dei lavoratori della sanita' e del settore ospedaliero. In Grecia sono previste astensioni dal lavoro per tre-quattro ore. L'Adedy e la Gsee - i due principali sindacati ellenici - hanno indetto per oggi un'astensione generale e convocato per le 13:00 una manifestazione nella centralissima piazza Klafthmonos ad Atene. Fermi i giornalisti, i docenti delle scuole elementari, medie e superiori.

Due fermati e tre feriti tra le forze dell'ordine a Torino. E' il bilancio provvisorio della mattinata di tensione a Torino in occasione dello sciopero europeo contro l'austerity. La posizione dei due fermati e' al vaglio degli inquirenti mentre un poliziotto e' stato ferito ed e' ricoverato all'ospedale Mauriziano.

L'agente e' stato aggredito da un gruppo di antagonisti, in tutto una cinquantina, che non avrebbero partecipato al corteo, ma che sono comparsi all'altezza del palazzo della Provincia poco distante dal grattacielo in costruzione di Intesa Sanpaolo. Il poliziotto e' stato colpito con una mazza da baseball e manici di piccone, che avrebbero provocato la rottura del casco.

Gli incidenti piu' gravi si sono verificati questa mattina davanti al grattacielo di Intesa-Sanpaolo contro il cui cantiere si sono diretti almeno trecento studenti universitari. Il gruppo e' riuscito a oltrepassare le recinzioni vandalizzando alcune strutture dell'area dei lavori, in particolare i bagni chimici e le finestre dei container. Le forze dell'ordine hanno respinto i manifestanti lanciando lacrimogeni. Dopo l'intervento degli agenti, in assetto anti sommossa, sono state danneggiate alcune auto in sosta nell'area di via Cavalli. I primi disordini erano scoppiati poco dopo le dieci. Un gruppo di manfestanti staccandosi dal corteo aveva fatto irruzione nella sede provinciale del ministero dell'Economia e delle finanze a Torino lanciando petardi, fumogeni e uova. Gli studenti hanno inoltre portato via una scrivania e alcuni oggetti a cui hanno dato fuoco fuori dall'edificio. Imbrattati anche i muri dell'Agenzia delle Entrate, sui vetri e' stata lasciata la scritta ''Usurai strozzini''. Un presidio massiccio delle forze dell'ordine davanti alla sede della Banca D'Italia ha poi probabilmente impedito un altro blitz. Due i cortei partiti questa mattina a Torino, uno organizzato dalla Cgil nell'ambito dello sciopero di 4 ore, a cui si riferiscono le foto e l'altro dagli studenti e insegnanti a cui si sono aggregati i sindacati autonomi. In tutto alcune migliaia di manifestanti. Tutti hanno aderito alla Giornata europea di azione e solidarieta' contro l'austerity promossa dalla Ces, la Confederazione europea dei sindacati.

Un gruppo di oltre cento persone mascherate e armate di bastoni e fumogeni ha attaccato  la sede della Provincia di Torino in via Maria Vittoria 12. Hanno scardinato e sfondato i portoni in legno e metallo, hanno fatto irruzione al piano nobile di Palazzo Cisterna, distrutto alcuni arredi negli uffici dell'Urp e dello sportello Europe Direct e dopo essere saliti con la forza hanno occupato per diversi minuti i balconi che affacciano su via Maria Vittoria dove hanno tolto le bandiere istituzionali ed affisso striscioni no tav, lanciando fumogeni. ''Un atto gravissimo nei confronti di un'istituzione, di una parte dello Stato democratico - commenta il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta - i nostri uffici, i nostri dipendenti sono stati presi di mira e per diversi minuti Palazzo Cisterna e' stato invaso da soggetti che non hanno nulla a che vedere con lo sciopero e il corteo in corso oggi a Torino. Questa e' la situazione che ci troviamo a vivere: un attacco pianificato, studiato a tavolino, un'intimidazione che ritengo gravissima''.

Danni alle vetrine di banche e del Punto Enel. Succede a Milano, dove e' in corso un corteo di lavoratori e studenti scesi in piazza per protestare contro le politiche economiche realizzate dal governo. Nel mirino dei manifestanti sono finiti, come di consueto, i simboli del capitalismo e del potere. Un gruppo di ragazzi, tutti con il volto coperto da sciarpe o maschere, si e' staccato dal corteo all'altezza del Punto Enel di Via Broletto, colpendone e imbrattandone con vernice spray le vetrine. Rovesciate anche due fioriere ubicate all'esterno del negozio. Poco piu' avanti la rabbia dei manifestanti si e' scatenata contro la filiale di Unicredit, le cui vetrine sono state coperte da scritte spray come ''soldi alla scuola'', ''Acab'', e ancora ''no al capitalismo''. Danneggiate anche le vetrine della filiale di Cariparma.

E mentre la Camusso lamenta la mancata partecipazione allo sciopero dei sindacati CISL e UIL, oltre il 70% dei lavoratori in tutto il mondo non ha accesso all'assicurazione contro la disoccupazione e tantomeno ad altre forme di sussidio. Lo ha stimato oggi l'Organizzazione internazionale del lavoro, aggiungendo che in molti casi la tutela e' legata alla contribuzione versata. Secondo l'Ilo, su scala globale solo 72 Paesi su 198 dispongono di programmi di assicurazione contro la disoccupazione, mentre sono solo 16 i Paesi che prevedono un reddito sostitutivo per giovani in cerca del primo posto di lavoro. ''Oltre l'86% dei 40 milioni di persone che sono uscite dal mercato del lavoro dallo scoppio della crisi nel 2008 si sono ritrovati privi di un reddito regolare da un giorno ad un altro'', ha commentato l'esperta delle Nazioni Unite Florence Bonnet.

Intanto Antonio Di Pietro protesta davanti ai cancelli di Pomigliano d'Arco. ''A Pomigliano d'Arco, oggi, c'e' tutta l'Italia dei Valori. Io e il responsabile del Lavoro Maurizio Zipponi guidiamo la delegazione che partecipa alla manifestazione indetta dalla Cgil di fronte agli stabilimenti Fiat. Pero', mai come in questa occasione, rappresentiamo davvero tutta l'IdV e tutti i suoi militanti''.

E' quanto scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. ''In tutta Europa oggi - prosegue - ci sono scioperi e manifestazioni di protesta contro una politica economica che sta mettendo in ginocchio non solo il nostro Paese ma l'intero continente. E' una politica che sta fallendo ovunque: quella fatta di rigore cieco e tagli indiscriminati. E' una cura sbagliata che sta ammazzando il paziente. Grazie a queste politiche, la crisi e' diventata ancora piu' grave in Italia e in tutta Europa: ci sono piu' disoccupati, piu' miseria e ancor meno sviluppo. In Italia la Cgil si e' assunta la responsabilita' di organizzare la protesta. Ha indetto lo sciopero generale e in Campania ha convocato questa manifestazione davanti alla Fiat di Pomigliano, il luogo d'Europa in cui e' piu' evidente che in gioco ci sono ormai i diritti e le liberta' fondamentali e la legalita' costituzionale''.

Conclude il leader dell'Idv: ''A partire dalle direttive europee contro la discriminazione, una sentenza della magistratura ha ordinato alla Fiat di assumere 19 lavoratori iscritti alla Fiom subito, e altri 145 piu' tardi. I politici italiani fanno finta di non vedere che Marchionne usa la Costituzione come carta straccia quando decide chi assumere e chi no, a seconda di quale tessera sindacale abbia in tasca. Solo le sentenze della magistratura difendono, oggi, il diritto e le garanzie costituzionali di fronte all'arroganza di un'azienda gia' condannata da 12 tribunali per comportamento antisindacale. Marchionne si sente al di sopra della legge. A Melfi, nonostante l'ordine del tribunale, rifiuta di reintegrare tre operai ingiustamente licenziati per aver partecipato a uno sciopero. A Pomigliano vuole licenziare 19 lavoratori come rappresaglia per doverne assumere altrettanti della Fiom. E' un ricatto bello e buono, un comportamento da brigante e da bulletto di strada, certo non da manager responsabile di una grande azienda''.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Novembre 2012 15:09
 

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