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Pdl/Primarie: l'ombra di Berlusconi sulla corsa per la leadership PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 20 Novembre 2012 11:07

L'ultima a rompere gli indugi e' stata ieri Giorgia Meloni. L'ex ministro, provenienza Alleanza nazionale, ha sciolto la riserva e si e' candidata alle primarie del Pdl.

 

Meloni ha formalizzato la propria candidatura presentando la ''dichiarazione di disponibilita''' prevista dal regolamento. Una scelta che non sarebbe stata gradita da Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, leader della componente ex An, che hanno dichiarato piu' volte di voler sostenere la candidatura di Angelino Alfano.

Pure Gianni Alemanno, sindaco di Roma, ha dichiarato di voler appoggiare l'attuale segretario. ''Penso che valga la pena di dire cose con chiarezza. No chiaro al governo Monti, perche' e' stata un'esperienza fallimentare. Alfano deve chiarire se il Pdl sarebbe disponibile a sostenere Monti senza la sinistra ma con Casini e Montezemolo. Non ho parlato con Berlusconi della mia candidatura alle primarie ma ne ho parlato con tanta gente'', sono le prime agguerrite dichiarazioni dell'ex ministro della Gioventu' a Skytg24, che sembrano riecheggiare quelle di Daniela Santanche', altra candidata di provenienza An.

Entro domenica 25 novembre alle 12, Meloni e gli altri 10 candidati che hanno annunciato la loro disponibilita' dovranno presentare le 10 mila firme di iscritti al Pdl che servono per ufficializzare le candidature. Oltre al segretario Angelino Alfano e a Giorgia Meloni, hanno annunciato le loro candidature Alessandra Mussolini, Daniela Santanche', Michaela Biancofiore, Alessandro Cattaneo, Giancarlo Galan, Gianpiero Samori', Guido Crosetto, Vittorio Sgarbi e Alfonso Luigi Marra.

Si prevede pero' che non tutti potrebbero raccogliere le 10 mila firme, ritenute la prima tagliola da superare verso la corsa alle primarie. Sulla strada delle primarie del Pdl ci sono i dubbi di Silvio Berlusconi. Alcune indiscrezioni dicono che l'ex premier non abbia superato le sue perplessita' sul metodo utile per scegliere il candidato premier per il centrodestra.

L'ex premier avrebbe espresso in piu' occasioni l'opinione che le primarie sono inutili e costose. Sul confronto nel Pdl pesa l'ipotesi che alla fine Berlusconi possa ritornare in campo o dar vita a una lista elettorale inedita.

Tra i piu' convinti sulla bonta' delle primarie e' Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: ''La sola indizione delle primarie del Pdl sta provocando la mobilitazione di iscritti, di cittadini, militanti, di associazioni, di candidati e anche di soggetti politici interni ed esterni al Pdl. E' la dimostrazione che cio' serve non solo a indicare un candidato premier ma specialmente a rimettere in moto tutto un mondo, quello del centrodestra, che ha bisogno come il pane di discutere di politica al suo interno e di confrontarsi all'esterno con i cittadini''.

Ma oltre alle indecisioni di Berlusconi, che secondo i suoi collaboratori preferirebbe competere contro Pier Luigi Bersani e non contro Matteo Renzi per il fattore eta', sul Pdl pesa l'incognita di quanto possa influire sul proprio dibattito l'ipotesi di aggregazione di un nuovo centro intorno alla ricandidatura di Mario Monti come premier lanciata sabato scorso da Luca Cordero di Montezemolo.

L'adesione dell'Udc di Pier Ferdinando Casini, di Fli di Gianfranco Fini, di pezzi importanti del mondo cattolico come il ministro Andrea Riccardi, fondatore della Comunita' di Sant'Egidio, e Andrea Olivero, presidente delle Acli, e Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, potrebbe fungere da calamita rispetto ad alcune componenti del Pdl (a iniziare dal senatore Beppe Pisanu) imprimendo qualche accelerazione nella crisi del partito.

Nel confronto in atto nel Pdl c'e' anche la considerazione che c'e' poco tempo per l'eventuale campagna per le primarie. L'election day il 10 e 11 marzo potrebbe infatti riguardare anche le elezioni politiche oltre quelle per il rinnovo dei Consigli regionali di Lombardia, Lazio e Molise. Alfano ha precisato nella sua conferenza stampa di ieri: ''Noi avevamo immaginato di impegnare per le nostre primarie 5 o 6 domeniche, ma due o tre di queste cadranno tra fine gennaio e la prima di febbraio''. Se in queste date ci sara' il probabile scioglimento delle Camere, ''il modello americano e' assolutamente impraticabile dal punto di vista tecnico, dobbiamo studiare una nuova modalita' organizzativa che valuteremo nei prossimi giorni''.

''C'e' una bella gara che si profila. Non sara' una fiera delle vanita''', dichiara intanto il segretario del Pdl che non ha intenzione di frapporre ostacoli alle primarie. Domani dovrebbe tenersi una riunione dell'Ufficio di presidenza del Pdl per prendere una decisione definitiva e per verificare se lo scetticismo di Berlusconi e' ancora tale. Oltre alla conferma del 16 dicembre come data delle primarie, si deve decidere se prevedere un unico turno di voto o anche il ballottaggio tra i primi due candidati.


Ultimo aggiornamento Martedì 20 Novembre 2012 11:20
 

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