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IN SPAGNA SI VIVE MEGLIO? SEMBRA DI NO
Lunedì 16 Aprile 2007 13:38

ImageL’energica reazione del presidente Giorgio Napolitano di fronte all’ennesima vittima del lavoro e l’approvazione da parte del Governo di nuove misure a difesa della salute dei lavoratori, mi ha fatto venire in mente le migliaia di cittadini italiani ed europei che aspirano ad avere una occupazione in Spagna e  stabilirvi la propria dimora definitiva.

Gli spagnoli non la pensano come gli italiani, anzi hanno idee diametralmente opposte a quelle degli europei che, magari trascorrendo alcune giornate di vacanza nella costa del Sol, rimangono affascinati dal sole, l’alcool e andaluse che ballano il flamenco.

Fedeli al detto che “l’erba del vicino è sempre più verde”, gli spagnoli pensano che la loro terra non sia proprio quella “promessa” ed elencano una lunga serie di motivi che condizioneranno pesantemente le elezioni del 27 maggio.

Nei giorni scorsi l’economista spagnolo José Iglesias Fernández ha stilato una lunga lista di problemi che vanificano quell’alone idilliaco creato sulla Spagna dall’indagine del Financial Times.

Gli spagnoli non sono soddisfatti, per cominciare, delle risorse messe a disposizione dal governo Zapatero per la salute dei cittadini. Le “liste d’attesa” per ricevere una prestazione sono chilometriche, così come gravi vengono considerate le carenze nei settori di pediatria, dermatologia, radiologia, oftalmologia, allergologia, ginecologia, chirurgia, traumatologia, ossia quasi tutte. Sotto accusa anche i servizi di emergenza e i dipartimenti di salute mentale che coprono solo il 20% dei bisogni. Per rimanere sempre nel settore del sociale, grossi problemi incontrano gli anziani ed i disabili privi di risorse economiche. Solo un 10% delle famiglie spagnole riceve aiuti per i figli; gli stessi aiuti non raggiungono il 5% delle spese effettivamente sostenute.

È stata approvata recentemente la “ley de igualdad”. Nel preambolo della stessa si cita la discriminazione salariale ma in nessuna parte della legge si dice che la stessa verrà eliminata. Cioè la legge non specifica se vi sarà una diminuzione del salario degli uomini o un aumento di quello delle donne per eliminare la differenza esistente. Le aziende, sicuramente, propenderanno per una riduzione di quello maschile per allinearlo a quello delle donne!

Nel settore scolastico le cose non vanno meglio. Le violenze tra alunni crescono rapidamente. Spesso vengono coinvolti gli stessi insegnanti. Aumentano le scuole ghetto localizzate nelle zone più periferiche mentre è quasi totalmente fallito il progetto di alfabetizzazione della popolazione gitana. Scarseggiano gli asili, solo un 25% dei bambini spagnoli riesce ad ottenere l’accesso.

Mancano le abitazioni, in particolare quelle a favore della popolazione anziana. Proliferano le case “patera” e cresce il bisogno di abitazione da parte degli immigrati. Aumentano invece i canoni di affitto così come tassi di interesse dei mutui immobiliari. I giornali hanno più volte denunciato le difficoltà incontrate dai cittadini per pagare le rate dei mutui che gli istituti di credito hanno generosamente elargito con durata trentennale e, addirittura, cinquantennale. Conseguenza: aumentano le pratiche legali per il recupero dei crediti che vanificano, così, anni di sacrifici spesi per conseguire una abitazione in proprietà. In Catalogna vi sono più di 2000 urbanizzazioni a carattere turistico prive di acqua, telefono, luce e gas. Mancano le fognature e il servizio postale. E si continua a costruire in prima e seconda linea, grazie all’apporto del turismo straniero che compra, sperando nell’affare. I parchi naturali sono a rischio a seguito dell’interesse che i costruttori hanno nell’individuare sempre nuove zone edificabili. E raddoppiano le aree interessate dagli incendi più o meno dolosi e l’area della corruzione che, nel settore edilizio, ha travolto più di una amministrazione locale.

L’amministrazione della Giustizia fa quello che può, collassata da milioni di procedimenti giudiziari, mentre le carceri traboccano di detenuti. Il settore del lavoro è il più penalizzato. Nonostante i ricchi incentivi che le Amministrazioni riservano alle Aziende, non si riscontrano benefici da parte della classe lavoratrice. 38.000 lavoratori cacciati da Delphi Automotive; licenzia Airbus e Ercros. SAS lascerà fuori 300 lavoratori e la lista si allunga. Dice il ministero del lavoro: “un milione di lavoratori ha poche o scarse possibilità di trovare un lavoro”. Le persone che hanno meno possibilità sono le donne e gli immigrati, quelli che hanno un livello di studio inadeguato o che hanno superato il cinquantesimo anno di età.

Questa situazione si ripercuote inevitabilmente sui rapporti sociali e familiari. Ogni giorno muoiono una o due donne vittime della violenza familiare, così come è difusa la violenza sui minori. E mentre i programmi televisivi di “cronaca vera” emettono quotidianamente i loro bollettini delle stragi e con dovizia di particolari, le star della televisione e della stampa, ricche e ben integrate nel sistema, discutono accademicamente degli abusi e delle violenze patiti dalle donne povere e indifese.

Ma non tutto va male in Spagna. Dal 1992 al 2000 – secondo Josè Iglesias, le 35 maggiori imprese spagnole hanno moltiplicato per 12 il loro valore di borsa. Da gennaio a marzo del 2007 l’indice Ibex è aumentato del 179,6%. I bilanci 2006 si preannunciano in forte attivo per molte imprese: Iberia 5%, Audi 8%, Shangai il 20%, Inditex il 25%, Mercadona il 32%, Coperfil 38%, Duro Felguera il 214%, Cleop il 292%, Acciona il 322, Urbas 347%, Avanzit 370%, Inmocaral 390%. I benefici in media delle finanziarie spagnole è cresciuto del 13,4%. Le imprese catalane ricevono contributi di 8.000 euro per incentivare l’uguaglianza dei sessi, alla Nissan sono stati dati contributi per l’innovazione e per la formazione di ingegnieri. Con la riforma del lavoro le imprese risparmieranno 4.200 milioni di euro. A questi bisogna aggiungere i contributi per la trasformazione a tempo indeterminato dei posti precari. Gli stipendi dei direttori di banca si aggirano intorno ai 10 milioni di euro annuali, pù auto, appartamento, pensioni private, ecc.. La maggior parte di questi contratti sono blindati e benedetti dalla Consob spagnola d Manuel Conthe (dimessosi dopo la vicenda Enel Endesa) e duramente criticati da Jean-Claude-Trichet residente della BCE. Sul numero de “La Vanguardia” di Barcellona del 1 marzo 2007 il potente ministro dell’Economia Forbes ipotizzava un sistema impositivo unico del 20% per le persone fisiche e per le imprese. Vale a dire ridurre di un 20% il carico fiscale dei ricchi ed elevare quello dei contribuenti che oggi sono al di sotto di quella percentuale.

Gli stipendi ed i salari non crescono mai al di sopra dell’IPC, fanno eccezione gli emolumenti dei parlamentari che sono fuori dai meccanismi del lavoro dipendente. Il Parlamento catalano, ad esempio, nl suo bilancio del 2007 ha previsto 17,1 milioni di euro per i sei gruppi parlamentari e 7 milioni per l’appannaggio dei singoli deputati. Conseguentemente il deputato che percepirà meno potrà contare su 41.238 euro lordi, più 20.389 per rimborsi spese. Il presidente del Parlamento catalano riceverà 144.346 euro, un reddito 14 volte superiore a quello che identifica la soglia di povertà di moltissimi spagnoli.

Sono queste le disfunzioni di un sistema socialista che si comporta come uno dei più conservatori governi dell’Europa capitalista. Ieri sera in una trasmissione della Rai un’ ineffabile giornalista della sinistra italiana tesseva le lodi di Zapatero e delle sue leggi di uguaglianza. A riprova, citava l’uso in Spagna di lavatrici che si mettono in moto attraverso le impronte digitali.

Sarà un sistema educativo innovativo non v’è dubbio, ma voler modificare i rapporti sociali con l’obbligo per gli uomini di avviare la lavatrice o inserendo figure femminili nelle luci pedonali dei semafori non basta. Stenta la Spagna a cambiare il volto del paese e stenta ad entrare a pieno titolo in Europa.

Non lo sosteniamo noi, ma i milioni di spagnoli che non arrivano alla fine del mese.


Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Aprile 2007 14:10
 

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