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Tabacci scrive PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Venerdì 23 Novembre 2012 07:44

Anche Bruno Tabacci ci invia una lettera in vista delle primarie PD di domenica.

 

Carissimi,

mi sono interrogato a lungo prima di scrivervi. È facile in questo periodo ascoltare lunghi discorsi, al cui fondo è però difficile cogliere un concreto e immediato senso di futuro. Ritengo invece sia il tempo di poche e meditate parole, che vadano dritte alle radici di ciò che sta a cuore agli italiani: la costruzione di un Paese migliore.

In questa campagna elettorale, di certo la più difficile che io ricordi, incontro semplici cittadini e amministratori locali che oscillano tra scoraggiamento e sussulti di speranza. In tutti si avverte eguale indignazione per il volto sfigurato della cattiva politica, indignazione che personalmente preferisco cogliere come segno che alla sua base il Paese è sano, e ha solo bisogno che si creino le giuste condizioni per raccogliere le sue migliori energie e ripartire di slancio.

La crisi italiana si inserisce nel quadro di quella internazionale, la più grave e complessa dal dopoguerra in poi. Possiamo farcela ugualmente, accantonando sfiducia e rassegnazione, affrontando e risolvendo con coraggio e determinazione i mali del sistema, chiamando a raccolta i talenti e le qualità che in Italia non mancano. Aprire al nuovo, giovani e meno giovani, a quella platea di cittadini che non vogliono restare inerti. Senza dimenticare che c’è anche tanta sana amministrazione della cosa pubblica, espressa da politici, sindaci, amministratori locali abituati a lavorare con efficienza e serietà, una risorsa di esperienza che può essere il miglior volano per la ripresa. A loro, a Voi, mi rivolgo, innanzitutto per esprimere un ringraziamento sincero.

Ho scelto di mettermi in gioco per rendere un servizio, senza avere alle spalle l’appoggio di alcun potere “forte”, contando solo sul sostegno prezioso e la fiducia di persone che, come me, credono sia ancora possibile costruire un’area di equilibrio fondata sulla competenza, sulla trasparenza, sul rigore morale, sul pieno disinteresse di un vissuto politico come servizio civile. Un’area non di moderati senza passione, in preda a calcoli e tatticismi, ma di moderazione e di dialogo civile, ricca di saperi e serietà, essenziale per costruire un nuovo equilibrio politico nel Paese.

Siamo in tanti a credere che si debbano restituire competenza e senso di legalità ai gangli dell’amministrazione pubblica; che il giovanilismo fine a se stesso non renda alcun merito alle capacità dei giovani; che si debba tornare a una politica che rifiuti calcoli e compromessi di comodo per servire soltanto il bene comune e tenere a freno le disinvolture della finanza che ci hanno impoverito tutti; che si debba accantonare l’illusione di un liberismo senza regole e affidarsi alle linee più giuste e trasparenti di una economia sociale di mercato; che l’Italia vada messa in mani sicure e guidata da una robusta cultura di governo; che la democrazia sia il primo tra i beni irrinunciabili, cui tutti siamo tenuti a dare voce chiara e gambe forti. So che quelle delle primarie di domenica 25 novembre sono elezioni dalle regole complesse e possono apparire un impegno troppo fin troppo gravoso, si tratta però di quindici minuti del vostro tempo che impegneranno i prossimi cinque anni della vostra vita; confido davvero che guarderete oltre la fatica, per assecondare con la vostra partecipazione e il vostro voto le convinzioni e le motivazioni profonde che ci accomunano: prendere a costruire le fondamenta su cui edificare un Paese migliore.

Chiedo a tutti voi, a cominciare dai giovani, di accettare la sfida, di investire nel cambiamento con un gesto concreto, di agire da protagonisti per un tempo nuovo. Vi ringrazio davvero.

Bruno Tabacci


Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Novembre 2012 07:50
 

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