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Scritto da Redazione   
Lunedì 26 Novembre 2012 10:10

L'organizzazione delle primarie da parte della coalizione del centro sinistra favorisce il riavvicinamento degli italiani verso la politica, archiviando l'esperienza delle elezioni siciliane. Adesso bisogna stare attenti agli errori ed ai personalismi che si sono affacciati già all'apertura delle urne.

 

Il responso tecnico delle primarie del centrosinistra dice che Bersani e Renzi si fronteggeranno ancora al ballottaggio del secondo turno, domenica prossima. Le cifre non sono ancora definitive, ma dallo spoglio giunto quasi alla meta' dei seggi le percentuali non cambiano e si puo' affermare dunque con certezza che sono Bersani e Renzi che si affronteranno al ballottaggio nel duello finale.

Se questo e' l'aspetto tecnico, dal punto di vista politico piu' ampio, a imporsi con forza e' la dimensione della partecipazione dei cittadini (i votanti sarebbero oltre tre milioni), che ha sorpreso gli stessi organizzatori delle primarie. E' la dimostrazione che esiste un ''popolo progressista'' che seppure stanco per tante delusioni, non ha chiuso in un cassetto l'entusiasmo che manifesto' con la nascita dell'Ulivo di Prodi e poi del partito nuovo, il Partito Democratico.

A leggere queste primarie, al di la' degli aspetti politici in senso stretto -che pure sono di rilievo- e' questo che si impone come risultato importante: c'e' ancora voglia di politica, voglia di partecipazione, di poter vedere finalmente l'Italia come un ''paese normale''. Ma proprio questo carattere fa capire che questa puo' essere veramente l'ultima volta per una prova di fiducia. Il popolo progressista ha apprezzato la concorrenza e il confronto, ma e' pronto a bocciare e disperdersi di fronte alle liti del passato. Cosa che e' stata capita proprio dai due principali contendenti che a fine serata -a percentuali consolidate- si sono espressi con amicizia l'uno verso l'altro al punto di dichiarare (dopo giorni di polemiche e punzecchiature) di abbracciarsi.

La situazione e' stata ben sintetizzata dal vicesegretario del Pd Enrico Letta, quando ha affermato che ''Bersani e Renzi insieme potranno rendere piu' forte il Pd''. Un senso di coesione democratica che e' stata evocata anche da Bersani, che interrogato sul senso di queste primarie, tra l'altro, ha affermato: ''Siamo un grande campo, una grande squadra''. Per gli amanti delle cifre, al momento, quando sono state scrutinati meno di 4.000 sezioni sui 9.232 totali, Bersani e' attestato al 44,5% e Renzi al 36,5%. Il resto al ballottaggio di domenica prossima.

Le dichiarazioni a caldo di Renzi inducono a credere che la settimana che inizia sarà fondamentale per gli sviluppi della politica dei prossimi anni: sono in gioco non solo gli equilibri interni della sinistra ma anche e soprattutto l'assetto del parlamento che verrà fuori dalle elezioni del 2013.

''Ora si riparte da zero a zero e non c'e' partita piu' bella di quella che ci vede in svantaggio''. Lo ha detto Matteo Renzi, parlando ai suoi sostenitori alla Fortezza da Basso. ''Se fossimo a Sanremo - ha detto - avremmo vinto il premio della critica ma a noi interessa vincere il Festival. Faremo l'ultima settimana pancia a terra, rispettando Bersani ma cercando di vincere. Se non ce la faremo daremo una mano a Bersani e insieme dimostreremo che il centrosinistra puo' vincere le elezioni e cancellare la brutta pagina del centrodestra''. ''Ci aspetta - ha detto ancora - una settimana di lavoro bello, in cui dobbiamo avere lo stesso stile, far prevalere le ragioni dell'unita' rispetto a quelle della divisione, le ragioni della speranza rispetto alla paura''.

Intanto, ha detto, chi, nel gruppo dirigente del Pd, ''contestava le primarie non si sente piu'''. Renzi ha rivolto un ''saluto ai competitor'' Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato. ''E' stata - ha detto - una battaglia leale e bella. Il centrosinistra che verra' avra' bisogno e desiderio di coinvolgerli''. Alla Fortezza da Basso Renzi, che e' arrivato insieme alla moglie Agnese, e' stato salutato da applausi e cori da stadio. Il 'rottamatore' ha ringraziato tutti e invitato a ripartire, fin da domani mattina, con la campagna sul territorio e sul web. ''Ci hanno detto che era impossibile arrivare al ballottaggio - ha concluso - ci hanno detto che avrebbero vinto al primo turno, che eravamo una bolla mediatica destinata a sgonfiarsi, ci hanno detto di tutto ma siamo qui e si riparte da zero zero''.

Sulle possibili intese con Vendola, Renzi ha detto: ''ci siamo messaggiati ieri sera, non ho alcun dubbio, Vendola appoggera' Bersani. Viviamo pero' questa settimana con serenita'''.

Sul fronte del PDL la confusione è totale: Angelino Alfano spinto nella fossa dei leoni dallo stesso Berlusconi con la designazione a suo delfino si è visto di fatto delegittimato dal suo stesso padre politico e continua a difendere le sue primarie che quasi sicuramente non vedranno la luce. È di pochi minuti la dichiarazione di Santanché a proposito di un ritorno di Berlusconi.

''Berlusconi da tempo vuole ritornare a Forza Italia, mi sembra che questa decisione sia maturata e credo che nelle prossime ore o nei prossimi giorni, verra' annunciato questo nuovo progetto''. A dichiararlo e' il deputato Pdl Daniela Santanche' questa mattina, ai microfoni di Radio Citta' Futura. ''Certamente per una come me - ha annunciato - se c'e' Forza Italia di Silvio Berlusconi e il Pdl di Angelino Alfano, saro' naturalmente con Forza Italia''. Va sfumando invece la possibilita' di organizzare le primarie del centrodestra: ''Fare le primarie in meno di venti giorni credo che farebbe fare a tutti, e in primis ad Alfano, una brutta figura, ma sara' Silvio Berlusconi a decidere'', ha concluso Santanche'.

Intanto mercoledì sera la Rai organizza un confronto all'americana tra i due vincitori delle primarie del centro sinistra.


Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Novembre 2012 10:38
 

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