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Migranti come velocizzare l'asilo e facilitare il rientro PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 14 Febbraio 2017 17:39

(NoveColonne ATG) Roma – "Decisioni importanti in materia di difesa, di migrazioni e di sicurezza delle nostre aree urbane": così il premier Paolo Gentiloni riassume in conferenza stampa le decisioni prese dal Consiglio dei ministri del 10 febbraio, a partire da quelle riguardanti la gestione dei flussi migratori,

 

ambito in cui "ci teniamo molto stretti i nostri valori umanitari e dell'accoglienza e rivendichiamo il lavoro fatto in questi anni", spiega il presidente del Consiglio, sottolineando che "nonostante le difficoltà, siamo rispettati come un Paese che ha gestito situazioni difficili", "contemporaneamente indicando la strada all'Unione Europea: se la Ue ha un'agenda in materia di immigrazione, anche se per noi ancora insufficiente, questo lo si deve all'iniziativa italiana". "Ci aspettiamo decisioni - aggiunge - che rendano effettivo il principio della condivisione dell'onere da parte dell'Unione Europea". L'insieme delle misure contenute nel decreto varato dal Consiglio dei ministri, unito al lavoro per ridurre i flussi migratori, può portare secondo Gentiloni a realizzare "l'obiettivo strategico che non è quello di chiudere le porte ma quello di trasformare i flussi migratori da fenomeno irregolare e gestito da organizzazioni criminali in fenomeno regolare, in cui non si mette a rischio la vita ma si arriva in modo sicuro nei nostri Paesi e in misura controllata". "Misure - spiega il premier - che attrezzano il Paese a nuove sfide, lavorando per rendere più rapidi i processi per il riconoscimento del diritto di asilo, più trasparenti i meccanismi di accoglienza, facilitando i sistemi necessari per i rimpatri dei migranti che non hanno diritto di asilo".

Il ministro dell'Interno Marco Minniti, entrando nel dettaglio, ha spiegato che con il decreto in tema di immigrazione il Paese va verso un "nuovo sistema di accoglienza, oggi più orientato verso un sistema di accoglienza diffusa". Il ministro ha menzionato il Patto Viminale-Anci, sottolineando che si "lavora per avere una progressiva diminuzione dei grandi centri di accoglienza". Nascono i "Centri permanenti per il rimpatrio", che "saranno - assicura Minniti - una cosa totalmente diversa dai vecchi Cie", collocati uno per regione per un totale nazionale di 1600 posti. "Per affrontare il problema dell'accoglienza, bisogna abbattere i tempi di riconoscimento del diritto di asilo - ha aggiunto il responsabile del Viminale - Oggi in media ci vogliono due anni, un tempo che mal si concilia con le esigenze del richiedente e della comunità". Da qui, spiega Minniti, il decreto varato dal Cdm interviene "sopprimendo un grado di giudizio". Minniti ha inoltre annunciato l'introduzione di 250 specialisti per rafforzare le commissioni per l'asilo, "per velocizzare i tempi di decisione" e la possibilità d' intesa tra Comuni e Prefetti "per l'utilizzazione volontaria e gratuita dei richiedenti asilo per lavori di pubblica utilità, in modo da colmare il vuoto dell'attesa". Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha poi precisato che "il decreto di negazione sulla domanda d' asilo non sarà reclamabile, ma ricorribile solo in Cassazione.

C'è un'emergenza e non ci possiamo permettere che i tempi del processo ci sfuggano di mano". "Il procedimento sarà più snello, senza tuttavia indebolire le garanzie" è stata la precisazione del Guardasigilli, il quale ha aggiunto che verranno istituite "in 14 tribunali ordinari delle sezioni specializzate, con giudici dedicati a questa attività, che applicano la legge partendo dalla conoscenza del fenomeno migratorio". Sui provvedimenti legati alla sicurezza, invece, Minniti ha sottolineato come non ci sia "un'emergenza, il modello funziona ma oltre al modello di sicurezza nazionale servono politiche più attente di controllo, da Bolzano ad Agrigento. Serve un patto tra lo Stato e i territori".

Tra le novità introdotte dal Cdm, il rafforzamento dei poteri di ordinanza dei sindaci e la possibilità di un Daspo sul modello in uso per le manifestazioni sportive: "Di fronte a reiterati elementi di violazione di alcune regole sul controllo del territorio le autorità - spiega Minniti -possono proporre il divieto di frequentare il territorio in cui sono state violate le regole". Il Consiglio dei ministri ha infine approvato un provvedimento di delega per aggiornare il Libro Bianco sulla Difesa. "Oggi abbiamo l'82% dei dipendenti della Difesa con contratto a tempo indeterminato e questo produce drammatici effetti sull' invecchiamento del personale - ha affermato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti - noi ci proponiamo un modello che preveda il 60% a contratto indeterminato ed un 40% che dopo alcuni anni di esperienza militare venga accompagnato a lavori diversi".


Ultimo aggiornamento Martedì 14 Febbraio 2017 17:43
 

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