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I cattolici in politica: rilanciare un nuovo impegno. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 04 Marzo 2018 09:53

Ascoltando le voci del mondo cattolico che emergono dal territorio, i temi sul tappeto si possono riassumere in tre domande:

1) Essere o non essere un partito? 2) Intorno a quali programmi e a quali riforme convergere, se l’appartenenza politica rimane diversa? 3) In quali luoghi e su quali contenuti aggregarsi per ricostruire un’identità comune prepolitica e prepartitica?

Certo, parlarne potrebbe sembrare demodé. Eppure, al di là dell’esperienza della Democrazia cristiana, che si è data per una serie di ragioni storiche, oggi rimane la possibilità di rilanciare un nuovo impegno. La riflessione ritorna sulla qualità dell’agire, “sul cosa e verso dove” piuttosto che sul “come”. Per farlo occorre analizzare il contesto e capire il ruolo che la politica riveste in una società secolarizzata nel cuore.

 

La lancetta dell’orologio sembra essersi spostata ai primi anni del Novecento, quando la crisi di Wall Street (1929) e i fallimenti della tedesca Danat-Bank (1932) hanno generato i populismi. Se anche la storia non si ripete, oggi come allora sono comparse condizioni storiche simili: un alto tasso di disoccupazione, le migrazioni, il desiderio dell’uomo forte, la crisi nel costruire organi di governo sovrannazionali, l’aumento delle spese militari.

Tutto questo l’avevano sperimentato Giuseppe Toniolo e la sua generazione. Morendo nel 1918, Toniolo non vede i frutti della sua semina. Al contrario, ne conoscerà le sconfitte. Ci sono però due semi, gettati dal Toniolo nella cultura cattolica, che sono germogliati: la creazione delle Settimane Sociali dei cattolici italiani e l’intuizione di scommettere nella formazione, che darà vita all’Università Cattolica.

In questi ultimi 10 anni di dibattito sul tema dell’impegno dei cattolici, autorevoli voci del mondo laico ribadiscono l’importanza di rilanciare il desiderio di partecipazione, promuovere il dialogo con le altre componenti laiche, liberali e riformiste della società. Al mondo cattolico è chiesto di dire quale visione complessiva abbiamo del Paese Italia e di attualizzarla, con lo spirito conciliare e il metodo sinodale propri del governo spirituale della Chiesa.

IL NUCLEO SU CUI COSTRUIRE L’UNITÀ DEI CATTOLICI

Ci viene chiesto di contribuire a formare una classe dirigente di qualità che lavori per l’interesse comune. Abdicare a questa responsabilità significa cedere al profilo dell’“analfabeta politico”, dalla cui «ignoranza politica», scrive Bertolt Brecht, «nasce la prostituta, il bambino abbandonato, l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi, che è il politico imbroglione, il mafioso corrotto,il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali».

La priorità per il mondo cattolico, oggi, non può che essere la cura della democrazia in tutte le sue forme: una cura da nutrire con i princìpi della Dottrina sociale della Chiesa e con i princìpi costituzionali. È la costruzione di una sorta di griglia di discernimento da cui far filtrare tutte le scelte. Questo è il nucleo su cui costruire l’unità dei cattolici. È urgente formare una presenza prepartitica,che stimoli e proponga ai partiti disegni di leggi e soluzioni di problemi, organizzi forme di controllo, presenti un progetto di società e contribuisca a formare le giovani generazioni.

L’esperienza della 48ª Settimana sociale sul tema del lavoro ha ritrovato un metodo e un modo di stare in politica. È più incisivo e radicale essere una presenza che, a partire dalla base della società, chieda ai partiti risposte sui contenuti piuttosto che contare pochi ed etichettati rappresentanti del mondo cattolico, distribuiti in varie forze politiche. L’irrilevanza politico-partitica non sarebbe tanto grave quanto un’irrilevanza prima di tutto di opinione e di idee.

IL BENE COMUNE E LA FORZA DEL LIEVITO

Non si tratta di un dettaglio. La democrazia procedurale verso cui si sta andando esalta la correttezza del metodo e delle regole, ma potrebbe giustificare azioni scorrette dal punto di vista etico. Hitler e molti altri dittatori sono saliti al potere nel rispetto formale delle regole, calpestandone tuttavia i valori. Non solo metodi e forme, quindi, ma un impegno dei cattolici a curare la sostanza di programmi che rimuovano le disuguaglianze nei grandi temi nell’agenda pubblica, come il lavoro, la giustizia, l’integrazione, la costruzione dell’Europa, la gestione dell’innovazione tecnologica, la green economy, la vita di una società sterile di figli, in cui quasi una persona su quattro ha più di 65 anni.Il fine della democrazia procedurale si limita a un governo“ del popolo”, mentre quello della democrazia sostanziale è governare “per il popolo”. Per i populisti, il popolo deve rimanere un oggetto. Per la Dottrina sociale della Chiesa, dev’essere un soggetto morale. La tradizione europea del personalismo cristiano ci ricorda una via feconda: la costruzione di comunità politiche che fanno dei cittadini una comunità di soggetti morali, liberi e pensanti. Il popolo, invece, è utilizzato strumentalmente dai potenti e dai prepotenti per i propri fini.

L’antidoto per una rinnovata presenza sono le comunità che costruiscono bene comune e hanno la forza del lievito.Pensiamo al Codice di Camaldoli del 1943. Gli autori formarono una comunità politica pensante, non partitica. Erano pochi, deboli. Eppure, il loro contributo arricchì i lavori della Costituente nel 1946. La sfida di questo secolo sono le città. E il mondo cattolico parte avvantaggiato. Ma c’è di più. Ai nostri giorni non si può dire che non ci sia una foresta che cresce senza fare rumore. Sono quelle parrocchie e diocesi virtuose, che danno i loro uomini e donne migliori alla politica e selezionano e formano i giovani, oppure i frutti sociali e politici che danno l’Azione cattolica, la Fondazione sussidiarietà, il Sermig, lo scautismo, la Comunità di Sant’Egidio, le Acli, Libera e tanti altri gruppi. Ciascuno nel proprio carisma, a volte da mettere in rete meglio. La vera sfida è curare e custodire meglio l’unità nel pluralismo.

Francesco Occhetta s.j.

Famiglia Cristiana


Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Marzo 2018 15:40
 

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