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Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Giovedì 25 Gennaio 2007 13:01

Primo Levi, nella introduzione al libro “La ricerca delle radici” scriveva: “A un certo punto del percorso viene naturale fare i conti, tutti: quanto si è ricevuto e quanto dato; quanto è entrato, quanto è uscito e quanto resta. Un bisogno; e soddisfarlo può essere piacevole, ma provarlo è un segnale. Vuol dire che potranno avvenire ancora alcune cose, cadere rami e spuntarne di nuovi, ma le radici si sono consolidate”.

La citazione è quanto mai attuale se prendiamo in esame il vasto movimento che si è formato intorno alle comunità italiane nel mondo. Evidentemente la scelta politica di riservare diciotto scanni parlamentari agli eletti nelle circoscrizioni estero ha contribuito non poco a risvegliare negli animi un sentimento ed una voglia di partecipazione sconosciuta in altri popoli della stessa Europa.

Bisogna dare atto anche all’impegno profuso dalle Regioni italiane nel promuovere – e non da oggi – la costituzione di Associazioni all’estero che operano in maniera egregia e contribuiscono a riaffermare quella”italianità” che, in epoca di globalizzazione, potrebbe rappresentare il segreto per il rilancio del ruolo dell’Italia nel mondo.

La storia nazionale racconta l’esodo più grande che l’Europa abbia mai registrato. Nessun paese, come l’Italia, ha pagato un prezzo così alto. Nel secolo 1876-1976 ben venticinque milioni d’italiani hanno varcato l’ignoto, raggiungendo paesi lontani come l’Australia, il sud Africa, l’Argentina, il Cile, Brasile, Canada e Stati Uniti, ma anche paesi come la Francia, il Belgio, la Germania e l’Inghilterra. Ed in ogni paese l’Italia ha pagato il suo prezzo in termini di vite umane. Una per tutte: la tragedia di Marcinelle in Belgio.

Anche la Spagna è stata interessata dal flusso migratorio italiano, ma le caratteristiche sono state diverse da quella degli altri paesi. Sin dall’antichità il Mediterraneo, a ragione definito Marenostrum, ha favorito lo scambio di uomini e merci tra l’Italia e la Spagna. La presenza aragonese in Italia, ma già nel secolo XIII, gli scambi tra l’Italia e la Spagna – o meglio la Catalogna – erano fiorenti. La storia patria conserva una ricca documentazione fatta non solo di rapporti economici, ma anche e soprattutto di un ricco patrimonio artistico italiano presente non solo nel Museo del Prado di Madrid ma che arricchisce l’intero patrimonio artistico spagnolo.

Le vicende storiche legate soprattutto alla storia interna della Spagna hanno quindi dato alla presenza italiana una caratteristica “elitaria” che, insediatasi nei secoli scorsi, ha ritrovato impulso prima e dopo la Guerra Civile del 1936/39 e, successivamente, con l’integrazione della Spagna nell’Unione Europea.

Oggi la collettività italiana contribuisce massicciamente alla crescita economica e sociale del paese iberico. Centinaia di imprenditori italiani, finanzieri e liberi professionisti hanno scelto la Spagna come sede delle proprie attività; migliaia di studenti italiani affollano le Università spagnole e migliaia di operatori commerciali dediti alla ristorazione hanno occupato spazi importanti nell’attività turistica sulle coste spagnole. Da queste premesse, quindi, nasce l’esigenza de l’Annuario degli Italiani. Non tanto per contarci, quanto per sentirci collettività con radici comuni, attaccata alla sua origine italiana e “terminale” dell’economia nazionale, costretta oggi a competere per conservare il suo”posto al sole”.

Gli italiani in Spagna possono fare molto per il proprio paese d’origine. Molti di noi hanno avuto ed hanno dato; si tratta di continuare a sentirsi parte importante di quel Paese “dove il sì suona” e che ha ancora immensi patrimoni da far conoscere nel mondo. “L’Annuario degli Italiani – La presenza italiana in Spagna” sarà uno strumento che si prefigge questo obiettivo: farci sentire parte integrante della storia del nostro Paese ed artefici – insieme a coloro che vi risiedono – delle sue fortune. La pubblicazione non conterrà solo notizie dei grandi imprenditori, ma racconterà soprattutto i successi dei piccoli imprenditori, dei professionisti, dei piccoli artigiani e commercianti che hanno investito sogni e speranze in terra di Spagna.

Con spirito costruttivo e nel sollecitare la collaborazione delle Istituzioni italiane a vario titolo rappresentate in Spagna avviamo questo lavoro, con l’aspirazione di aver reso ancora una volta un servizio al nostro Paese e consolidate le nostre radici.


Ultimo aggiornamento Sabato 15 Dicembre 2007 19:07
 

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