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Quinta giornata della lotta europea al terrorismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Giovedì 12 Marzo 2009 08:15

Per la quinta volta consecutiva, in occasione dell'anniversario degli attentati dinamitardi di di Madrid dell'11 marzo, la Commissione europea ha ricordato e onorato coloro i quali hanno perso la vita in attacchi terroristici. Ed in Spagna si litiga.

Il Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per la giustiza, la libertà e la sicurezza Jacques Barrot ha sottolineato che questa giornata costituisce l'occasione per esprimere solidarietà verso le vittime del terrorismo e le loro famiglie. In un messaggio video per la Rete europea delle vittime del terrorismo il Vicepresidente Barrot ha voluto sottolineare che "questo giorno ci dà l'opportunità di dimostrare chiaramente che nessun tipo di attacco terroristico sarà capace di diminuire o distruggere la nostra fiducia nei nostri valori fondamentali".

E' chiaro che non ci potrà mai essere un'adeguata compensazione per tale martirio. Ciò nonostante, per aiutare le vittime di attacchi terroristici, la Commissione europea finanzia progetti per il miglioramento delle loro condizioni di vita e persegue nel suo intento di lotta contro il terrorismo.

In Spagna le polemiche tra PSOE e PP hanno inquinato una giornata che avrebbe dovuto favorire la riflessione di fronte ad un atto terroristico che sconvolse gli animi di tutti gli europei. 

Omaggio fra recriminazioni e polemiche ieri a Madrid, nel quinto anniversario delle stragi dei treni dell'11 marzo 2004, alle 191 vittime degli attentati firmati dal terrorismo islamico.

Per la prima volta il governo spagnolo non ha previsto una cerimonia ufficiale del ricordo alla stazione di Atocha, centro dell'attacco al cuore della Spagna dei terroristi jihadisti. E all'omaggio commemorativo della regione di Madrid alla Puerta del Sol, al suono del Requiem di Mozart, in presenza del sindaco della capitale Alberto Gallardon e del governatore Esperanza Aguirre, non ha partecipato il Psoe.

Il partito del premier José Luis Zapatero ha deciso di non assistervi in segno di protesta contro Aguirre, la dama di ferro del Partido Popular al governo regionale a Madrid, a causa della chiusura anticipata dei lavori di una commissione d'inchiesta locale su una presunta trama di spionaggio politico. Presente invece la coalizione di sinistra Izquierda Unida.

Sembrava lontana ieri l'immensa ondata di emozione che aveva scosso quattro anni fa tutto il Paese, colpito dai più gravi attentati dell'era moderna in Europa.

Sulla celebrazione si è così innestata una polemica politica Pp-Psoe. Esperanza Aguirre ha accusato i socialisti di "fare uno sgarbo" alle vittime dell'11 marzo": "mi sembra molto brutto - ha accusato - mescolare le questioni politiche, le legittime divergenze, con quello che considero uno sgarbo alle vittime".

Sopra la polemica fra politici si è alzata la voce delle famiglie delle vittime, che oggi hanno denunciato di essere dimenticate da politici e governo. "Dopo che per cinque anni si sono lanciati i nostri morti in faccia, ora non gli interessiamo più" ha accusato in un'intervista a El Pais la portavoce delle famiglie Pilar Manjon, che nelle stragi delle stazioni ha perso il figlio Daniel, 20 anni.

Nell'immediato dopo attentati c'era stato uno scontro durissimo fra il Pp, allora al governo con José Maria Aznar, che puntava il dito contro l'Eta basca, e i socialisti, che accusavano il terrorismo islamico. La polemica si è prolungata anche negli anni successivi. Due giorni dopo gli attentati, il 13 marzo 2004, le politiche erano state vinte inaspettatamente dal Psoe di Zapatero. "Non dimenticate le vittime", ha implorato Manjon, rivelando che le famiglie continuano a ricevere "insulti e minacce" da ambienti dell'integralismo musulmano.

Sulla stampa di oggi si legge: "España, epicentro del dolor y de la mezquindad política" (Abc);  LA AUSENCIA de un verdadero acto de homenaje a las víctimas del 11-M por parte de las autoridades en un aniversario redondo como el de hoy sólo puede responder o a un torpe empeño por olvidar el mayor atentado de nuestra historia, o al interés por echar tierra sobre un asunto que esconde todavía muchos e incómodos interrogantes o, aún peor, a ambas razones a la vez. Cualquiera que sea la respuesta es una bofetada a la memoria de las 191 personas asesinadas hace cinco años en Madrid y a los casi 2.000 heridos de la masacre (El Mundo); El recuerdo era lo único que podía unir ayer a las víctimas y a los cargos públicos. Pero ni siquiera en eso coincidieron (El Pais); La Comunidad de Madrid homenajea a las victimas del 11-M sin la presencia de dirigentes de Psoe (La Vanguardia); 11-M: olvido institucional de las victimas (La Razón).

La Spagna, ancora una volta, dimostra di essere caduta in una crisi istituzionale senza precedenti.



Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Marzo 2009 09:09
 

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