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Nel mondo della superstizione PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Aprile 2009 06:52

Nel mondo della superstizione….. Come spiegare il fascino dell’occulto e della superstizione? Chi può affermare di essere del tutto esente dalle influenze dell’irrazionalità?

Specchi rotti, gatti neri, sale o olio rovesciati, tredici a tavola,il gobbo per strada, venerdì 17.…. Il vocabolario definisce la superstizione come “un’irragionevole timore per qualcosa di sconosciuto, misterioso o immaginario che porta all’instaurarsi di particolari usi e costumi”il che ci porta immediatamente alla nostra sfera emotiva perché se così non fosse, la credenza non avrebbe- a detta degli psicologi- alcun influsso sul comportamento degli individui.

Piaget, studioso dell’età evolutiva afferma che tutti passiamo durante l’infanzia attraverso fasi di sviluppo evolutivo mentale caratterizzato da “tratti magici” e che negli adulti in condizione di stress si tenderebbe a ripetere il gioco magico infantile , così come la mentalità primitiva tenderebbe a confondere naturale e soprannaturale . Il mondo fiabesco dei bambini è stato sempre popolato da elfi, maghi, fate, streghe, bene e male che anche oggi resistono e si presentano magari in forme anche più spietate di robot, mostri spaziali.

Nel Medioevo, ad esempio, proliferavano le credenze perché allora la visione del mondo includeva streghe, esorcismi, e persino la medicina non era esente da pratiche spesso sospette. Nelle società tribali le credenze sono sempre parte integrante e viva anche perché la falsità di un’idea è direttamente proporzionale al grado ed allo stadio di conoscenze raggiunte. Ma in realtà, la superstizione sembra colpire indifferentemente a prescindere dal grado culturale, dalla sfera sociale di appartenenza, resistono dalla notte dei tempi e consciamente o inconsciamente riaffiorano silenziose nelle nostre coscienze pur guidate dalla logica della modernità….

L’urlo della civetta, la treccia d’aglio, ferri di cavallo, toccar ferro o legno tra le più comuni tra chi- come noi- pur professa indiscussa fede di razionalità. Per non parlare poi delle tristemente note fatture che angosciano tutt’oggi l’anima delle persone,  poiché tutti, ahimè, sappiamo di sentirci, soprattutto in certi momenti delicati e difficili della vita più incerti e vulnerabili del solito. E’ anche vero che spesso noi stessi facciamo da eco a notizie di case infestate da presunti spettri, predizioni pescate su antichi testi( a disgrazie avvenute, ovviamente)strane coincidenze di terremoti in occasioni di congiunzioni astrali o passaggi di comete, o calamità varie negli anni bisestili..anche se decenni di crisi economiche ormai patologiche dovrebbero aver contribuito a sfatare in parte almeno quest’idea!

Comunque, a scanso di equivoci e all’insegna del meglio evitare succede tuttora che in famosi e costosi alberghi omettano il tredicesimo piano o la camera 17 venga battezzata 16 bis o scherzando tra amici si eviti di accendere tre sigarette a tre amici con lo stesso cerino il che, certamente ci porterebbe comunque con buona probabilità quantomeno a bruciarci! Come d’altronde non è improbabile che passando sotto una scala durante lavori ci possa cadere qualcosa in testa. Intanto , nel dubbio, c’è chi “fa le corna” o inventa strani rituali personali o si porta dietro oggettini per esorcizzare eventi o propiziarseli.

Ci sono sportivi che confessano di indossare la stessa maglietta, cantanti che esordiscono ad ogni nuovo pezzo col proprio portafortuna ben nascosto ma presente , chi inizia il colloquio d’esami con la stessa frase ,o il giocatore che tende a disporre le fiches nello stesso modo.. L ‘attuale moda del viola pare stia creando vere e proprie battaglie in tv nel vestiario e negli arredi per le diverse fazioni del “ci credo” e “ non ci credo” che ovviamente stentano a coesistere nello stesso programma pacificamente…

Ma cos’è un rituale? Perché la gente insiste a ripetere gesti, atti, cantilene, parole in situazioni di disagio, incertezza, paura?Perchè si stenta ad abbandonare le credenze? Piaget per l’appunto afferma che il bambino nei primi anni di vita non distinguendo ancora bene il proprio Io dal mondo esterno è portato a pensare di poter agire sul mondo efficacemente condizionandolo : ad es. se cammina gli sembra che il sole lo segua, se si ferma il sole si ferma. Ne ricaverebbe un senso di potenza. Il pianto che gli fa ottenere immediati risultati dal genitore preoccupato rafforzerebbe questa sua idea di Forza e Controllo sul mondo.

Ma perché in un adulto dovrebbe persistere queso atteggiamento regressivo infantile di convinzione di controllo sulle circostanze? La risposta è che in situazioni di stress , tensione, incertezza, il ripetersi inconscio di giochi magici infantili come evitare le righe dei marciapiedi camminando, scendere dal letto sempre con lo stesso Piede, o simila , potrebbe assicurare il successo delle proprie iniziative o farci scansare un pericolo. A chi non è capitato scioccamente di portare l’ombrello, o non lavare la macchina..per non far piovereL!!! Allo stesso modo il pensiero dell’uomo primitivo sarebbe rimasto ad uno stadio più infantile da dove la convinzione della ritualità della danza della pioggia, ad es. per influire sul tempo ed ogni cosa è quindi riconducibile a sé ed alla propria potenza soprannaturale…

Ovviamente l’atteggiamento si superamento della superstizione propria del nostro tempo , ispirata dal fiducioso razionalismo, ispira un sereno ottimismo rispetto al passato ma per la contraddittorietà della natura umana l’inconscio a volte prende il sopravvento e ci fa “tremare” e sotto la superficie logica della nostra moderna società si annida un’aspirazione diffusa verso il mondo dell’occulto e del mistero che sempre affascina.

Il desiderio tutto umano di conoscere il proprio futuro, destino, l’ansietà dei tempi, il recondito desiderio di adattarsi in tempo alle improvvise brusche virate che la vita a volte riserva,l’illusione di controllare e poter gestire gli eventi, farebbero tuttora proliferare cartomanzia, chiromanzia, astrologia….Tutto sarebbe preferibile per la maggior parte delle persone all’assenza di informazioni ,all’incerto, al nulla…L’Uomo mirerebbe, quindi, al magico quando le circostanze non gli risultano controllabili per ridurre lo stato d’ansia tentando di dominare l’imprevedibilità degli eventi. La superstizione, dunque, nelle forme semplici, ingenue, non divenute ossessione, nevrosi condizionante, rappresenterebbe l’umano ma vano desiderio di risposta difensiva innocua del genere umano di fronte al mistero della vita.

Lilli Blanco


Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Aprile 2009 07:06
 

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