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Oggi è il 25 aprile PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Sabato 25 Aprile 2009 10:15

"E' un tema su cui non ho avuto modo di riflettere", ma e' un argomento su cui "rifletteremo": il premier Silvio Betrusconi ha risposto così a chi, subito dopo l'omaggio reso all' Altare della Patria per il 25 aprile, lo interpellava sulla proposta di legge che si propone di equiparare i repubblichini di Salò ai partigiani.

Oggi 25 aprile, è  la prima volta che il presidente del consiglio Berlusconi partecipa in via ufficiale alle celebrazioni del 25 aprile. Una decisione presa in concomitanza con l'emergenza nazionale determinata dal terremoto e anche per dare un segno di coesione del paese in una fase di crisi economica.

Il premier ha subito dato un messaggio dopo aver visitato l'Altare della Patria, la sua prima dichiarazione ufficiale ruota attorno ad una richiesta nel segno della riconciliazione nazionale: pietà anche per i repubblichini. Dopo giorni di appelli, dibattiti e polemiche, l'Italia celebra la festa della Liberazione all'insegna dell'unita', almeno apparente. Le massime autorita' istituzionali hanno reso omaggio assieme all'Altare della Patria, a Roma. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani e dal presidente del Consiglio Berlusconi ha deposto una corona di fiori al Milite Ignoto.

Il Capo dello Stato, dopo la cerimonia a Roma,  è andato poi al sacrario militare di Mignano Montelungo, mentre Berlusconi è tornato nell'Abruzzo terremotato. Parlera' a Onna, citta' simbolo della lotta al nazifascismo, dove oggi faranno tappa anche il segretario del Pd, Dario Franceschini e il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.

A Milano la manifestazione nazionale organizzata dall'associazione dei partigiani. 

L'Italia ufficiale così celebra la Liberazione, quel 25 aprile del 1945 che segnò la fine dell'occupazione nazista. Una festa segnata quest'anno dalla tragedia del terremoto che il 6 aprile scorso ha sconvolto l'Abruzzo, provocando quasi trecento morti. Ed è proprio per questo che si svolge ad Onna - il paese simbolo del sisma, con 40 morti su 250 abitanti - una delle celebrazioni più significative alla presenza sia del premier Berlusconi sia dei leader dell'opposizione Franceschini e Casini. 

Ma torniamo a Roma.  Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato (il presidente del Senato Renato Schifani, quello della Camera Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi) ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona di fiori all'Altare della Patria in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. Nella capitale è in programma anche la tradizionale manifestazione organizzata da Anpi e studenti che partirà da Porta San Paolo e si concluderà a piazza Vittorio. Non ci sarà il capo dello Stato che si è recato al Sacrario militare di Monte Lungo, dove sono raccolte le salme di 974 caduti tra il 1943 e il 1945 provenienti dai vari cimiteri di guerra, per rendere omaggio simbolicamente al sacrificio di tutti coloro che sono morti per la Liberazione.

Sempre a Roma il sindaco Alemanno rinuncia a Porta San Paolo. "Purtroppo la Questura mi ha comunicato ufficialmente che i centri sociali hanno fatto una mobilitazione a Porta San Paolo contro la mia presenza, organizzandosi anche con forme di protesta e di contestazione molto violente. Come atto di responsabilità rinuncio ad andare a Porta San Paolo", ha detto il sindaco di Roma  all'Altare della Patria.

BERLUSCONI, PIETA' ANCHE PER REPUBBLICHINI - Fra partigiani e sostenitori della Repubblica di Salò "ci sono state differenze anche se la pietà deve andare a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi all'altare della Patria, rispondendo ad una domanda sulla proposta di legge per equiparare repubblichini e partigiani e su cui il presidente del Consiglio ha sottolineato di non aver opinioni in merito "in quanto - ha detto - non ci ho ancora messo la testa". "E' un tema su cui non ho avuto modo di riflettere", ma è un argomento su cui "rifletteremo".

E NAPOLITANO, da Mignano Montelungo avverte:  "A nessun caduto di qualsiasi parte e ai famigliari che ne hanno sofferto la perdità si può negare rispetto e pietà. Rispetto e pietà devono accomunare tutti", ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Questa è base - ha aggiunto - per una rinnovata unità nazionale, non insegnata da vecchie, fatali e radicali contrapposizioni".

ONNA Nel paese simbolo del terremoto alle porte dell'Aquila e che l'11 giugno del 1944 fu teatro di una strage nazista in cui furono uccise 17 persone, sono arrivati il premier Silvio Berlusconi, il segretario del Pd Dario Franceschini e quello dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Prevista anche la partecipazione di alcuni funzionari dell'ambasciata tedesca: la Germania si è infatti offerta di ricostruire il paese.

A proposito dell'equiparazione, Franceschini ha detto:  "Un conto è il rispetto umano ma non si può equiparare chi combatté dalla parte giusta e chi invece lottò per una causa tragicamente sbagliata". Il segretario del Pd, Dario Franceschini, in visita ad Onna, non condivide le parole di Berlusconi. "Lo dico anche per ragioni familiari - aggiunge -: mio padre partigiano ha sposato la figlia di un repubblichino. Un conto è la comprensione, altro è l'equiparazione, che non va fatta".

Sul fronte terremoto, "Siamo super impegnati per voi". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi ai cittadini di Onna appena giunto nel paese distrutto dal terremoto per celebrare il 25 aprile. "Vedrete cosa sapremo fare" ha risposto al suo arrivo ad un gruppo di abitanti tra i più colpiti dal terremoto in Abruzzo che gli chiedevano di "non essere lasciati da soli".


Ultimo aggiornamento Sabato 25 Aprile 2009 10:36
 

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