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25 aprile 1974, il grido di libertà delle poetesse portoghesi... PDF Stampa E-mail
Domenica 26 Aprile 2009 05:28

In occasione del 25 aprile, Lilli Blanco ripropone un ricordo del 25 aprile della rivoluzione dei garofani in Portogallo.

Prendendo spunto dall’antologia “Gli abbracci feriti” di poetesse portoghesi, una data, il 25 Aprile, attraversa ogni parola come una fenditura di coltello.

E’ il segno del giorno in cui, all’improvviso, dopo quarant’anni di grigio, Lisbona si vestì di garofani rossi, non bagliori di fuoco, che sbocciarono dalle canne dei fucili di ogni militare, dalle torrette di ogni carro armato.. 

“ Il vecchio avvoltoio è saggio e alliscia le sue piume, il marcio gli piace e i suoi discorsi hanno il dono di rimpicciolire le anime…”(Sofia de Mello Breyner Andresen).

Subito dopo , è vero, sarebbero ricominciati errori, lotte, nequizie di individui e partiti.…”Cera una volta una città dove si era instaurata la dignità del suicidio….Ma era necessario meritare la morte obliviosa perché non tutti avevano il diritto di morire…” (Ana Hatherly).

Ma quel giorno rimane sospeso nella storia e nel pensiero di tutti come un disco luminoso, un ineludibile punto di riferimento: si sentì che tutto poteva e doveva essere ridefinito, a cominciare dallo statuto delle donne, donne che facevano parte dell’”intelligentia nazionale” in senso assoluto e avevano superato ogni femminismo aprendosi ad una più ampia ed esistenziale dimensione generale..”In una rossa fraternità di garofani gli uomini hanno salutato la rivoluzione. E’ in questo rapimento affascinante degli occhi che le iene esercitano la loro missione di preparare cadaveri…”(N.Correia).

Cuciamo insieme parole, dunque, per farne uno specchio, specchio in cui questi  versi colgono coralmente la stanchezza ”…sole nascosto, luna stracciata d’illusioni spaccate..Gli abbracci feriti nelle dita soffocate…”(Salette Tavares), l’angoscia di essere portoghesi negli anni grigi del salazarismo  “..Ci danno una torta che è la storia della nostra storia senza orditura e non ci suona nella memoria altra parola che la Paura…”…” e per questo la dimensione nostra non è la Vita e non è la  Morte.. “ (N. Correia). Ma contemporaneamente cogliamo anche  la gioia , l’orgoglio, l’impeto:…”Come da un peso lento esce la strofa. Dico Aprile! Buongiorno Libertà!..Sei venuta per passare poi che sei vertigine? Sei vetro? Sei diamante?...”(N.Correia) …È la quotidiana universalità a marcare le parole , allora, delle singole voci di queste grandi coraggiose  donne- poeta: …”.Libertà. Eri soltanto una parola nuda come il fuoco e intatta. Ora che ti sei fatta corpo mi fanno male i tuoi vestiti stretti e sbagliati . E ho nostalgia di quella tua impossibile nudità quando eri aurora e pietra…”(Maria de Saudade Cortesao) . Donne che compongono con le loro personalità un ambiente, un clima che va aldilà delle singole tessere di un mosaico.“..questa è l’alba che io aspettavo,il giorno iniziale intero e lindo, dove emergiamo dalla notte e dal silenzio e Liberi abitiamo la sostanza del tempo…”(Sofia de Mello Breyner Andresen).Donne che nutrono fervida fede e speranza nella loro azione purificatrice congiunta,

liberatrice.:“…Donne di Aprile siamo, mani unite, certezza già accesa in noi tutte. Insieme formiamo schiere decise, nessuno farà tacere la nostra voce…”(Maria Teresa Horta).  Rendiamo merito dunque , in questo eterno 25 aprile, all’universalità di un bene oggi più che mai prezioso… “..Ecco, ecco  il miele della liberazione!”…(N.Correia). 

Lilli Blanco

 


Ultimo aggiornamento Domenica 26 Aprile 2009 05:43
 

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