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CRISI DI GOVERNO - LE REAZIONI DEGLI ITALIANI ALL'ESTERO PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giovedì 22 Febbraio 2007 18:03

ImageAppresa la notizia della crisi del Governo Prodi, il presidente dell'Intercomites Spagna Almerino Furlan,  a Roma, per il disbrigo di affari istituzionali, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

"La crisi al buio del governo Prodi, acuitasi sulla politica estera italiana e, in particolare, sugli impegni assunti dal paese per il ripristino della normalità in Afganistan, ha radici lontane".

"All'indomani delle elezioni politiche era chiaro a tutti - ha proseguito Furlan - che si andava verso un periodo di grave instabilità governativa. I quasi trecento giorni di governo sono stati caratterizzati da risse invereconde e manifestazioni irresponsabili che hanno dato dell'Italia un'immagine negativa.

Oggi è doveroso prendere atto che attorno al programma de l'Unione non esiste una maggioranza in grado di condividerlo ed attuarlo. Ed i motivi non sono da ricercarsi solo nella politica estera, ma coinvolgono tutte le scelte importanti che il Paese reclama.

La collettività italiana in Spagna - conclude Furlan - invita le forze politiche a riflettere e lavorare per creare una coalizione di governo capace di dare risposte adeguate alla situazione che si è venuta a creare". Il Presidente Furlan invita i Parlamentari esteri alla vigilanza attenta affinchè gli interessi e le conquiste degli italiani all'estero vengano salvaguardati.

Il Consigliere del Comites di Madrid Pietro Mariani, responsabile nazionale della DL - Margherita Spagna e coordinatore nazionale dell' Unione Spagna, deplora il comportamento di coloro che hanno provocato la crisi al buio del governo Prodi. "La logica degli interessi di parte - ha affermato Mariani - continua a dominare la politica italiana. L'avvento del centro sinistra al governo era stato salutato come una volontà degli italiani di cambiare pagina. La crisi non colpisce solo il governo, ma mette in dubbio la stessa capacità di governare della sinistra. Gli italiani all'estero, con il loro voto, hanno scelto di voler essere governati da una maggioranza di centro sinistra stabile. Non servono ribaltoni ma un forte richiamo all'unità. Ora - conclude Mariani - si impone una seria presa di coscienza che i problemi dell'Italia non possono attendere e alle forze politiche della maggioranza si richiede quel senso di responsabilità che gli italiani all'estero in questi mesi hanno invocato".

L'on. Arnold Cassola eletto nella circoscrizione Europa nella lista dei Verdi, auspica "un nuovo governo di centro sinistra, in quanto un ritorno alle politiche di destra comporterebbe un grave danno per gli italiani...". "Auspico - prosegue Cassola - che i ministri del centro sinistra, messi da parte gli interessi delle singole componenti a cui appartengono, operino nell'unico interesse del bene del Paese".

L'onorevole Picchi, di Forza Italia, parla di fallimento della formula di governo e la necessità di restituire la parola agli elettori.

L'on. Romagnoli (FI) dichiara: ""occorre un governo stabile, un governo che possa garantire al Paese le riforme che gli italiani attendono". "È in atto da circa sei mesi una ripresa strutturale dell'economia a livello europeo", spiega Romagnoli, per il quale "occorre, quindi, un governo istituzionale che possa continuare ed aumentare questo trend positivo". "A fronte di tutto questo, però", precisa l'onorevole forzista, "ritengo che l'ipotesi ventilata di formare un eventuale governo istituzionale sia la più opportuna al fine di rivedere la legge elettorale e, in particolare, le modalità di espressione del voto per gli italiani all'estero". "Bisogna consentire che alle prossime elezioni politiche gli italiani all'estero votino direttamente presso i consolati di appartenenza e che le operazioni di scrutinio avvengano nella più totale trasparenza e legalità", continua Romagnoli. "Tutto questo per non compromettere nuovamente la tenuta delle maggioranze e, soprattutto, la volontà degli elettori".

Il senatore Luigi Pallaro (AISA), eletto all'estero nella ripartizione America del Sud, che finora aveva sostenuto il governo, ha annunciato una svolta nella proprie scelte politiche: "No a un Prodi bis, sì a un governo istituzionale di larghe intese". Pallaro motiva così le proprie decisioni: "dato il momento di sostanziale parità fra le due coalizioni, è bene sforzarsi per trovare soluzioni condivise. All'estero", ricorda, "ho sempre lavorato per superare le divisioni e le barriere ideologiche e non sono disponibile a percorsi che adesso dividano l'Italia, specialmente in un tema cruciale quale la politica estera". Considerazione per le quali, oggi, Luigi Pallaro si dice "favorevole a un governo istituzionale di larghe intese di cui l'attuale maggioranza condivida con l'opposizione una piattaforma comune, che comprenda grandi obiettivi di primaria importanza per la politica del Paese".


Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Febbraio 2007 18:06
 

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