RedBlueDark SmallMediumLarge NarrowWideFluid
Turisti spremuti come limoni PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Domenica 02 Agosto 2009 07:56

Roma: spremuti senza scampo dall’arrivo alla partenza. e a Venezia? L'Italia delle truffe

Il benvenuto scatta all’arrivo del treno (carrozze bestiame!) che dall’aeroporto di Fiumicino scarica ogni mezz’ora centinaia di turisti alla Stazione Termini: arriva al decentrato binario 25, l’uscita dedicata è in via Giolitti, monopolizzata da una decina di tassisti con regolare licenza, coadiuvati però da procacciatori. Gli italiani vengono lasciati a piedi (i taxi, dicono, "sono prenotati"), i turisti sono caricati a bordo, con tariffe da 30-40 euro per corse che dovrebbero costarne 8.

"I tassisti di via Giolitti sono una minoranza disonesta che da anni scredita la categoria" sostiene Nicola Di Giacobbe, segretario nazionale Unica taxi (Cgil). Nel 2006, dopo un’inchiesta della magistratura, la società Trenitalia aveva spostato l’arrivo del treno al centro della stazione, sottraendo i turisti ai truffatori. Dal dicembre scorso però, per fare posto all’alta velocità, è tornato al binario 25 e sono ricominciate le ruberie. Tanto che Carlo Buttarelli, comandante del Pronto intervento traffico, comunica di avere "chiesto al comune la soppressione di quella stazione taxi".

Nonostante l’intensificazione dei controlli sugli abusi, nel primo semestre 2009 (+ 54 per cento rispetto al 2008), con la sua squadra di 40 vetture addette al controllo di Roma e Fiumicino, Buttarelli non ce la fa. Perché sono tanti anche autonoleggiatori e taxi abusivi a caccia di turisti negli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Qualcuno, accusa l’associazione Cittadinanzattiva, si limita a non applicare la tariffa fissa (40 euro per il centro di Roma da Fiumicino), i più disonesti chiedono fino a 150-200 euro.

Il salasso continua a colazione, con 14 euro per due cappuccini e due cornetti al tavolo in piazza Santa Maria Maggiore. E quindi a cena: "A piazza Navona il conto per una pizza margherita e una minerale era di 11 euro, lievitati a 18 con la voce pane e servizio, inesistente sul menu", lamenta la statunitense Lydia, "ma noi turisti non sappiamo bene a chi rivolgerci per la denuncia".

Una volta seduti, prezzi gonfiati a parte (3 euro per una caraffa di acqua depurata), il trucchetto è giocare sugli extra. La legge regionale proibisce di far pagare il coperto, eppure, malgrado sanzioni da 2.500 a 7.500 euro, c’è chi ne approfitta, come conferma l’associazione consumatori Aduc Lazio, che segnala anche la mancata esibizione del menu, propedeutica a un incontrollabile salasso.

Coadiuvato dalla mancata esposizione dei prezzi: a Fontana di Trevi una bottiglietta dagli ambulanti, dove non c’è neanche l’ombra di un listino, costa fino a 2,50 euro. "L’acqua è al vertice delle lamentele" conferma una guida turistica. "C’è chi arriva a pretendere 5 euro". Dal Cupolone, a Borgo Pio, vige il doppio binario, la cresta sui prezzi si applica solo quando si siede uno straniero, attraverso la voce servizio. Nel menu è minuscola tra le righe, nel listino affisso è coperta da un altro cartello. La cronista di Panorama paga 28,50 euro più 4,50 di servizio, il dovuto 15 per cento. Il conto di due ragazze di Siviglia, al tavolo vicino, per due piatti di pasta e una minerale è di 22,50 euro, con il servizio dovrebbe salire a 25,87. Il totale invece è 27 euro. Piccole, miserabili astuzie adottate spesso anche nei bar del centro. Dove va di moda il doppio scontrino: normale per i romani (70-80 centesimi per un caffè, 90 un cappuccino), maggiorato per i turisti: rispettivamente 1 euro e 1,50.

Sorseggiare un caffè seduti in piazza San Marco può costare fino a 6 euro e 50 centesimi; un cappuccino 8 euro e 50; una bibita o una birra più di 10 euro; un cocktail 16 euro. Il tutto aumentato di 6 euro di supplemento a persona se in quel momento sta suonando l'orchestrina. Un caffè al banco si può trovare ancora per 85 centesimi e uno spritz, l'aperitivo preferito in città, per 2 euro. Ma una bottiglietta d'acqua è impossibile da acquistare per meno di 1 euro e mezzo. E per due palline di gelato da passeggio c'è chi pretende 3,5 euro.
 
"Riceviamo un centinaio di proteste all'anno da parte di clienti insoddisfatti, un numero davvero irrisorio rispetto alle presenze" puntualizza il direttore dell'Associazione esercenti pubblici esercizi di Venezia, Ernesto Pancin. "Qualche pecora nera c'è sempre, intendiamoci, ma mediamente gli esercenti veneziani sono corretti". In passato non sono mancate denunce per conti stratosferici al ristorante.
 
Pochi giorni fa quattro persone hanno lamentato un conto di 64 euro per due birre, una bibita e un gelato seduti al tavolino di un bar in riva degli Schiavoni. Oggi, però, piccole e grandi truffe sembrano meno frequenti: merito della concorrenza ma, probabilmente, anche del fatto che i turisti si sono fatti più attenti e si accorgono per tempo dei piccoli trucchi che fanno lievitare i listini.
 
È il caso del servizio, che fa aumentare il conto del 12 per cento, e delle bevande, spesso fatte pagare in misura spropositata. Sarà la crisi, ma è in aumento il numero di visitatori che evita il ristorante, accontentandosi di un trancio di pizza o di un panino (al costo di 3-5 euro) da mangiare sorseggiando una birra, seduti sul gradino di un ponte, per poi proseguire a piedi il giro della città, risparmiando anche il costoso biglietto del vaporetto: 6,5 euro per un'ora, 18 euro al giorno.
 
Ma a quanto pare non è l'unico modo per risparmiare: ultimamente un'intera famiglia è scappata dalla finestra del bagno, con bambini e carrozzina al seguito, pur di non pagare il conto al ristorante.

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Agosto 2009 08:11
 

All'interno del sito

il blog di marenostrum"E il naufragar m'è dolce in questo mare"

Il blog del Direttore Giuseppe Di Claudio.

L'attualità, la politica, il costume, la società: piccole dosi di quotidianità commentate dal direttore della Rivista. Commenta i post, vota il tuo preferito per lasciare traccia dei tuoi gusti e visita l'archivio storico degli interventi.

Il cerca-notizie!

Consulta i nostri RSS, le notizie comparate tra i vari media italiani e spagnoli.

Con un solo strumento ora è possibile verificare come i media delle due nazioni affrontano lo stesso tema, scelto da te. 

Marenostrum è la vetrina delle eccellenze del made in Italy in Spagna

Naviga i contenuti

Presentazione del premio giornalistico internazionale "Gaetano Scardocchia" - Prima edizione anno 2009. 4 maggio 2009.

I video dei ristoranti di Marenostrum

Grazie Mille, italian Bar Madrid
hoteles NH España
Panettoni