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Di Pietro: Berlusconi come Saddam PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Venerdì 18 Settembre 2009 15:31

L’intervento di apertura della quarta Assemblea dell’Idv a Vasto. L’ex pm contro Berlusconi e i “farabutti” in Parlamento. Alleanze elettorali e Afghanistan. Bondi (Pdl): “Si comporta come un bandito”

Duro attacco del leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Da Vasto l’ex Pm ha detto: «Presto ci sarà l'implosione di Berlusconi che cadrà con il dito alzato, facendo finta di niente fino all'ultimo minuto, esattamente come Saddam Hussein».

Secondo Di Pietro, il Premier ha ridotto «il Paese sul lastrico, portandolo alla invivibilità e al discredito internazionale». Con queste parole il leader di Italia dei Valori ha riscaldato la platea della quarta Assemblea dell’Italia dei Valori, che si concluderà domenica. Il paese è “ridotto al lastrico, alla invivibilità e al discredito internazionale” da questo governo, “il peggiore – e qui la parafrasi di una recente affermazione del Cavaliere – degli ultimi 150 anni e Berlusconi è stato il premier peggiore”. Poi l’invito, senza troppi giri di parole: “Se ne vada per sempre prima della celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia”.

Ma Di Pietro non evoca solo Saddam: “Berlusconi è al tramonto e sta tramontando come è accaduto a Nerone, Catilina, Hitler e Mussolini. Ma a farlo fuori ci sta pensando la sua stessa maggioranza che si spartisce le spoglie del despota che muore” dice l’ex pm alla platea su di giri. E ancora: “Gli italiani sono fortunati perché Berlusconi non ha il fisico e la forza di Hitler”. “C'è un regime e ormai non lo dico solo io – continua il leader dell’Idv – come nell'autunno scorso in piazza Navona. Allora tutti mi davano del pazzo, anche dal Pd. Oggi sono tutti d'accordo con me”. A partire dai vertici di partito: “D'Alema si è dipietrizzato di nuovo se posso metterla così. È determinato come me a fermare Berlusconi. Mi ha detto che lo ritiene un pericolo per la democrazia”.

E nell’arringa dell’ex pm di Mani Pulite trova spazio anche Bruno Vespa: che “ha scambiato la Rai e Porta a Porta con il salotto di casa sua”; riferendosi a Umberto Bossi dice: “è un ministro che ha giurato fedeltà alla costituzione ed è uno spergiuro quando torna a parlare di secessione” e infine anche con il centrosinistra che, insieme al centrodestra, ha mandato persone nelle istituzioni “per non farle andare in carcere. Una volta dovevano scappare all’estero, oggi fuggono in Parlamento” dove ci sono “tante persone per bene, ma anche tanti farabutti sodali e veline”. Poi il tema delle alleanze per le prossime elezioni regionali.

Il numero uno dell’Italia dei Valori non esclude una futura collaborazione con il Pd, salvo che prima dovranno “cambiare i loro personaggi e i loro caporali”. “Non possiamo accettare - ha infatti detto - che per difenderci da Berlusconi dobbiamo costruire dei berluschini. E non vogliamo neppure che persone e partiti si avvicinino a noi solo per approfittare del nostro momento positivo”. I rapporti sono buoni con tutti e tre i candidati alla segreteria del Partito democratico e, annuncia Di Pietro, “posso dire che nel centro-nord non ci sono grossi problemi. Lo stallo è sul Mezzogiorno perchè l'Idv non voterà mai i governatori uscenti in Calabria, Puglia e Campania”.

E con l’Udc? “Ho appena parlato con Tabacci e con lui non ci sono problemi. Il guaio è se devo vedere De Mita in Campania o Cuffaro in Sicilia. Valuteremo caso per caso”. L’ex pm coglie poi l’occasione del suo intervento per tornare sul tema Afghanistan: “Il parlamento apra una seria riflessione su come è cambiata la situazione in Afghanistan, invece di inseguire le sottane di turno o di occuparsi di share televisivi”. Per Di Pietro la strada è una sola: “Bisogna programmare una exit strategy”.

Com’era immaginabile, le parole del leader dell’Idv scatenano un vero e proprio vespaio nel Pdl. Nonostante Cicchitto affermi: “Non ci curiamo affatto del turpiloquio usato dal dottor Di Pietro, unica risorsa viste le sue approssimative conoscenze della lingua italiana”, i berlusconiani prendono carta e penna e mettono nero su bianco le dure repliche all’esponente dell’Italia dei Valori. “Antonio Di Pietro si comporta come un bandito. E la sinistra se non si dissocia apertamente dalle sue parole è complice di chi si atteggia a bandito” afferma il ministro dei beni culturali e coordinatore del Pdl, Sandro Bondi.

Per Gabriella Carlucci, “Antonio Di Pietro è un pericolo per la vita democratica del nostro Paese” e il “Pd si è scelto un criminale politico come alleato”. La Carlucci si rivolge addirittura al Presidente Napolitano per “richiamarlo ufficialmente all’ordine”.


Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Settembre 2009 15:40
 

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