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L'on. Razzi contro i soprusi di Equitalia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 20:32
L'on. Antonio Razzi, deputato della Circoscrizione Europa interroga il ministro Tremonti sulle procedure messe in atto da Equitalia
 
Equitalia è la società per azioni, a totale capitale pubblico (51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps), incaricata dell’esercizio dell’attività di riscossione nazionale dei tributi. Il suo fine è quello di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all'efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente. Questo si legge nel sito internet della concessionaria dello Stato.
 
Ma l'onorevole Antonio Razzi non la pensa così: sollecitato da migliaia di proteste che si levano dai contribuenti, stufi delle azioni spesso illegittime poste in essere dalla concessionaria, si è rivolto al ministro dell'Economia on. Tremonti per sapere:
"Premesso che: continuano ad arrivare richieste di pagamento con iscrizione a ruolo ai cittadini italiani da parte del Gruppo Equitalia;
tali comunicazioni hanno origine da parte di richieste di enti (Enti Locali, INPGI, ...) che potrebbero averle fatte o con superficialità o con leggerezza o senza i dovuti necessari approfondimenti e verifiche;
stessa cosa - prosegue il parlamentare dell'IDV -  è da addebitare al Gruppo Italia che senza né avere, né dare certezza dimostrativa da parte dei richiedenti invia iscrizioni a ruolo senza comunicazione preventiva notificata né raccomandata e senza produrre o almeno indicare gli estremi di notifica e la completezza di informazioni che le norme tassativamente prescrivono;
il cittadino in questa maniera è vessato perché contribuente, (pure non dovendo nessuna somma), che non può che ricorrere al giudice spendendo somme superiori al tributo, per spese legali, tempo e mancata produttività per sé e per il Paese e comunque molto di più di quello che non deve ricevendo un grande danno;
alto è il numero degli "sgravi per indebito" (cittadini che riescono a farsi riconoscere che quei soldi non erano dovuti) che il Gruppo Equitalia deve continuamente e ripetutamente riscontrare con numero già alto e sempre più crescente;
ancor più alto - continua Razzi -  è il numero delle persone che non avrebbero dovuto pagare se "agli sgravi indebiti" si aggiungono coloro che pagano per non dovere subire un danno maggiore per spese legali, del commercialista, del tempo, della mancata produttività, dello stato d'animo, e della angoscia;
le procedure di cancellazione e di sgravi da parte di Equiltalia (per eccessiva burocratizzazione da parte di questa struttura) prevede lunghe e farraginose trafile procedurali con danni sproporzionati e con spostamenti chilometrici enormi per i cittadini;
al Gruppo Equitalia in caso "di sgravi per indebito" vengono comunque riconosciuti gli oneri tabellari a carico dell'ente impositore con conseguente danno erariale;
a tutt’oggi questo rivela una profonda ingiustizia perché le persone agenti in nome degli enti impositori e di Equitalia non sono chiamati a pagare personalmente per le loro responsabilità in quanto pagano gli enti mentre il cittadino singolo deve pagare lui stesso anche per il danno ricevuto;
Equitalia iscrive ipoteche senza i preavvisi dovuti;
Equitalia procede al fermo amministrativo delle vetture senza poi più annullarlo seppure in presenza dell’avvenuto pagamento delle somme;
si richiede - conclude Razzi -  di sapere quali provvedimenti urgenti il Ministero intenda prendere per porre fine a questa vessazione da parte degli enti vari e del Gruppo Equitalia per somme non dovute a tutela soprattutto delle persone (giovani, pensionati, redditi bassi, diversamente abili, disoccupati), che non possono neppure permettersi le spese di giustizia per opporsi ad atti di ingiustizia grave e di arroganza istituzionale.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Febbraio 2010 21:57
 

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