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20 settembre 1870: la breccia di Porta Pia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Lunedì 20 Settembre 2010 08:09

Il 20 settembre 1870  i  bersaglieri di La Marmora sorpassano la  breccia aperta a cannonate presso porta Pia. La decisione di Vittorio Emanuele II segna la fine del potere temporale dei papi. Dalla breccia di porta Pia non entrano soltanto i bersaglieri, ma entra anche la «modernità», a lungo esorcizzata sotto i pontificati di Leone XII, Gregorio XVI e Pio IX.

Sulla breccia la classe dirigente liberale costruisce l' ideologia anticlericale, la cui ultima manifestazione è stata il discorso di Ernesto Nathan del 20 settembre 1912, col celebre slogan: «più scuole, meno chiese». L' annessione al regno d' Italia aveva significato l' avvio alla costruzione della Terza Roma e al tempo di Nathan erano già sparite la città e la società papaline.

Per decenni nei corridoi di tutte le scuole d' Italia hanno troneggiato le stampe coi bersaglieri che irrompevano piume al vento e trombettiere in testa e le nostre nonne ci addormentavano al canto di: «Alla breccia de porta Pia so' arivati li berzaglieri, quei bojaccia dei prigionieri nun li voleveno fa' passa' ...». Nei vecchi manuali di storia patria la breccia era coniugata con la frase di Vittorio Emanuele II, entrato al Quirinale: «Ci siamo e ci resteremo». Ma sicuramente non fu questa la frase pronunciata dal sovrano. In realtà egli, scendendo dalla carrozza stanco per il lungo viaggio, mormorò in piemontese al generale Alfonso La Marmora: «Finalment ij suma», finalmente ci siamo. Qualche ignoto cortigiano s' è preso cura di monumentalizzarne le parole.

E Trilussa nel 1894 scrisse uno sferzante sonetto, poi scomparso dall'edizione definitiva delle opere. Li buzzurri: «Sì pe' nojantri fu un momento brutto/ ma mo' toccherà a loro a fa' l' istesso:/ oh, ci hanno aricavato un ber costrutto / a fa' ' sta breccia pe' pija' er possesso.// La libbertà, la civirtà, er progresso/ je so' serviti pe' magnasse tutto,/ ma mo' è finita la cuccagna: adesso / se leveno la sete cor preciutto. // Quer che dissero allora lo sapemo: / cor su' ce semo e er su ce resteremo / sai che bella figura che ce fanno.// Questo nu' lo doveveno di' mai: / ce so' vienuti, è verissimo, e ce stanno, / però... ce so' rimasti male assai!».

Dal 1870 ad oggi molta acqua è passata sotto i ponti del Tevere e l'anticlericalismo che aveva favorito la breccia di Porta Pia è stato sostituito da rapporti di reciproca collaborazione.

Questa mattina il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione delle celebrazioni per i 140 anni di Roma Capitale, ha deposto oggi una corona di alloro al Monumento dei caduti di Porta Pia alla presenza  - per la prima volta - del Segretario di Stato di Sua Santità, Cardinale Tarcisio Bertone, del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, del Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e delle autorità di governo. Al termine sono stati illustrati al Presidente Napolitano i lavori della restaurata Porta Pia.

Il Capo dello Stato ha poi visitato il Museo Storico dei Bersaglieri. Il Presidente Napolitano si è recato quindi in Campidoglio e, dopo una breve sosta nello studio del Sindaco e la firma dell'Albo d'Onore del Comune di Roma, ha raggiunto l'Aula Giulio Cesare dove ha luogo una seduta straordinaria del Consiglio comunale, durante la quale viene conferita al Presidente Napolitano la cittadinanza onoraria. A seguire, il Capo dello Stato ha visitato la mostra "L'idea di Roma. Una città nella storia" allestita al complesso del Vittoriano.

Dal ''sacrificio e dal crogiuolo di tribolazioni, di tensione spirituale e morale'', suscitate dalla Breccia di Porta Pia, ''e' sorta una prospettiva nuova, grazie alla quale ormai da vari decenni Roma e' l'indiscussa capitale dello Stato italiano, il cui prestigio e la cui capacita' di attrarre sono mirabilmente accresciuti dall'essere altresi' il centro al quale guarda tutta la chiesa cattolica, anzi, tutta la famiglia dei popoli''. Lo ha detto il segretario di Stato Card. Tarcisio Bertone durante il discorso pronunciato in occasione delle celebrazioni per il 140* anniversario della presa di Porta Pia a cui ha partecipato insieme al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

La presenza del segretario di Stato vaticano card. Tarcisio Bertone alle celebrazioni per la presa di Porta Pia rappresenta un momento di ''ritrovata liberta' del pastore e della Chiesa universale e anche la ritrovata concordia tra la comunita' civile e la comunita' ecclesiale che insieme lavorano a vasto raggio per il bene comune e del popolo italiano''.È sempre lo stesso card. Bertone parlando con i giornalisti a margine della cerimonia.


Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2010 09:01
 

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