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Nuovi sviluppi dell'affare Montecarlo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Venerdì 24 Settembre 2010 12:02

La puntata di Annozero non ha convinto;  continua, quindi, il triste spettacolo offerto dal teatrino della politica italiana. E sulla polemica Santoro- Rai l'IDV si schiera a difesa della trasmissione.

 

Lo abbiamo scritto: le argomentazioni dell'onorevole Bocchino e il fuoco di fila degli ospiti della trasmissione di Michele Santoro non ci hanno convinto. Agli occhi dei più attenti è sembrato che ancora una volta veniva alzato un grosso polverone per nascondere la verità o una parte di essa. E la nuova giornata politica si colora di dubbi e polemiche che mortificano l'immagine del paese nel mondo.

Nuovo tassello, quindi,  della intricata vicenda della casa di Montecarlo di Giancarlo Tulliani, cognato del presidente della Camera, Gianfranco Fini che ha scatenato un ciclone di polemiche politiche e non contro di lui. La lettera del governo dell'isola Santa Lucia, nelle Antille, che dimostrerebbe che la societa' offshore proprietaria dell'immobile farebbe capo proprio allo stesso Tulliani, dopo essere stata definita una 'patacca', ''e' vera''. E' quanto ha dichiarato a Il fatto quotidiano lo stesso ministro di Giustizia di St.Lucia, Lorenzo Rudolph Francis, il cui nome figura sulla lettera indirizzata al primo ministro King Stephenson. Ulteriori ''chiarimenti arriveranno lunedi''' si legge su Il fatto, secondo quanto avrebbe assicurato lo stesso ministro al quotidiano.

''Quello che dice il ministro di Santa Lucia'' al 'Fatto Quotidiano' ''non cambia il nostro giudizio sull'operazione di dossieraggio e sul fatto che si tratti di una patacca e questo sara' chiarito in maniera incontrovertibile''. Cosi' il capogruppo di Fli alla Camera, Italo Bocchino, ai microfoni di Sky Tg24. Secondo Bocchino, ''a parte l'anomalia di uno che risponde 'si' e poi fa clic chiudendo il telefono, emergera' in maniera chiara che tutto quello che e' stato fatto e' stato prodotto per un'operazione di dossieraggio, Innanzitutto la lettera e' equivoca perche' non c'e' scritto chi e il proprietario della Timara. E poi a questo punto il governo di Santa Lucia se, come dice qualcuno, ha la documentazione perche' non la rende nota'? Perche' non rende nota al documentazione di questa societa''?''. Invece, prosegue il presidente dei deputati di Fli, ''noi abbiamo la certezza che non c'e' la proprieta di Giancarlo Tulliani, ma il problema non e' piu' questo''. Per Bocchino, infatti, ormai ''il problema riguarda la democrazia di questo paese, dove la terza carica dello Stato, nel momento in cui dissente dal presidente del Consiglio, che ha a disposizione una serie di mezzi tra cui molti organi di informazione, e' sottoposto ad un linciaggio e quindi si limita il diritto democratico di un grande esponente istituzionale di far politica e di dire la sua perche' viene aggredito tutti i giorni dai mezzi di proprieta' del presidente del Consiglio''.

Dall'opposizione interveniene ancora Di Pietro: ''Devono andare a casa il ricattatore e il ricattato'', Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Non fa sconti il leader dell'idv, Antonio Di Pietro, che torna a parlare della questione della casa di Montecarlo e del documento del ministro della giustizia di Santa Lucia. ''La patacca sta nell'uso del dossieraggio per fermare il lavoro dell'avversario politico. Si tratta - ha sostenuto Di Pietro interpellato a Montecitorio - di una estorsione che sta facendo Berlusconi nei confronti del Presidente della Camera. E si tratta di un ricattato, il Presidente della Camera, che non e' piu' in grado di rimanere terzo''. Per questo, conclude Di Pietro ''l'Idv chiede che ricattatore e ricattato vadano al piu' presto a casa perche' entrambi non sono in grado di assicurare stabilita', governabilita' e credibilita' delle istituzioni''.

''Finiamo di coprirci di ridicolo e di dare questo spettacolo indecente davanti all'Europa e al mondo''. E' questa l'esortazione rivolta al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, da Gianni Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo. ''Sarebbe una barzelletta nella Ue immaginare che il presidente della Commissione Barroso e il presidente del Parlamento Busek si fronteggiassero a colpi di dossier e di accuse di utilizzare apparati europei per eliminare l'avversario dalla scena politica'' polemizza l'europarlamentare del Pd, che aggiunge: ''All'esterno potrebbe sembrare la solita commedia all'italiana, se non ci fossero in gioco il prestigio e la tenuta delle istituzioni democratiche di uno dei maggiori paesi dell'Occidente proprio nel pieno di una crisi economica e sociale dagli effetti sempre piu' drammatici per l'occupazione e le famiglie''.

''Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, non e' ricattabile ed e' il leader di una comunita' politica che su legalita' e questione morale non accetta lezioni da nessuno, neanche da Antonio Di Pietro''. Lo afferma il deputato di Futuro e Liberta', Fabio Granata, vice presidente della Commissione antimafia, che aggiunge: ''Non vorrei che il ritorno in campo di una destra repubblicana e legalitaria crei disagio anche a Di Pietro per motivi, in prospettiva, elettorali''. ''Noi - conclude il deputato finiani - andiamo avanti sul nostro progetto di patriottismo costituzionale e ci auguriamo che il sogno di un paese normale e civile non sia secondario rispetto a questioni di mera convenienza politica''.

La prima puntata del nuovo corso di Annozero ha scatenato un putiferio in particolare per l' "ingresso" di Michele Santoro e la sua polemica con il dg Masi.

'''Annozero' non si tocca. Non siamo ancora nel Ventennio, esiste ancora la libera informazione. Masi chiede il contraddittorio a Travaglio? A quando il contraddittorio per il direttorissimo Minzolini?''. E' quanto afferma in una nota il portavoce dell'Idv, Leoluca Orlando. ''I vari Gasparri e Cicchitto hanno una strana concezione della liberta' di stampa. Ma stiano tranquilli, non permetteremo che i pochi spazi liberi rimasti nell'azienda pubblica siano chiusi e censurati per il volere del loro dante causa. In altri Paesi, come e' emerso dalle intercettazioni di Trani, un direttore generale che risponde alle direttive di palazzo Chigi e non agli interessi dell'azienda pubblica, si sarebbe gia' dovuto dimettere''.

Orlando giudica ''preoccupante e grave'' il comportento del direttore generale della Rai, Mauro Masi, e conclude:''Siamo gia' pronti a scendere in piazza per difendere ''Annozero', ''Parla con me' e tutte quelle trasmissioni sgradite a Berlusconi. Siamo pronti a un Vietnam parlamentare per difendere l'articolo 21 della Costituzione messo seriamente in pericolo da questa maggioranza e dai suoi lacche'''.


Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Settembre 2010 12:45
 

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