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Siamo alla paralisi: è l'opinione di Marcegaglia e di Fini PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Martedì 02 Novembre 2010 06:15

Dopo l'allarme di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria (''C'e' uno smarrimento forte nel paese, e' necessario ritrovare il senso delle istituzioni e della dignita'.arriva quello di Gianfranco Fini.

''Il paese e' in preda ad una paralisi. L'azione del Governo non c'e', il parlamento non legifera piu'''. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, punta il dito contro il governo ''colpevole'' di immobilismo. Conversando con i giornalisti a margine del convegno dei giovani di Confindustria, Marcegaglia chiede al governo ''di ritrovare il senso di dignita' e rispetto istituzionale per riprendere l'agenda delle riforme e ridare crescita e occupazione al Paese''.

Alla presidente di Confindustria fa eco Gianfranco Fini: ''L'Italia deve affrontare una emergenza di tipo sociale e gli amici del Pdl devono smetterla di dire che la colpa di tutti i problemi e' dei giornali, della sinistra o della magistratura''. Il giudizio sulla situazione che vive l'Italia non e' dissimile da quello della leader di Confindustria: ''Il Pdl la smetta di dare la colpa agli altri. Il Paese e' fermo e dilaniato da mille polemiche. Ha ragione la presidente Marcegaglia: il nostro esecutivo stenta a indicare le linee di ripresa''.

Il presidente della Camera sembra dare l'ultimatum alla maggioranza nel corso della manifestazione di Futuro e liberta' a Roma, svoltasi ieri presso il Teatro Adriano: ''Il governo avra' il supporto di Fli se affronta problemi reali. Il presidente del Consiglio metta la testa, come dice lui, sui problemi reali. Lo faccia e noi non gli faremo mancare nostro supporto, i nostri suggerimenti e le nostre proposte''.

A una domanda del direttore del ''Messaggero'' Roberto Napoletano sul ruolo eccessivamente frenante di Fli nella maggioranza, replica polemicamente: ''Interdizione sul pacchetto fiscale? No, perche' non e' stato presentato. Interdizione sul piano per il Mezzogiorno? No, perche' non e' stato presentato. Interdizione sulle leggi che servono unicamente per Berlusconi? Si'''.

Fini precisa anche la sua posizione rispetto al Lodo Alfano in discussione nella commissione Affari costituzionali del Senato: ''Sono passati due anni e mezzo di legislatura ma c'era qualcuno che lo diceva dall'inizio che il cosiddetto Lodo Alfano bisognava farlo costituzionale. Dopo due anni e mezzo, almeno questo, mi sara' riconosciuto''. Il presidente della Camera non puo' evitare di dare la sua opinione sulla vicenda che occupa le prime pagine dei giornali non solo italiani: ''Il caso Ruby mette l'Italia in imbarazzo. Sono amareggiato. E' una vicenda che sta facendo il giro del mondo purtroppo e mette l'Italia in una condizione imbarazzante. Ero a Berlino quando e' scoppiata la vicenda, immaginate voi i commenti''. E aggiunge: ''Mi auguro che la vicenda Ruby non sia accaduta cosi' come e' stata raccontata, perche' altrimenti non sarebbe piu' una questione soltanto privata. Se quell'intervento c'e' stato, e uso il condizionale, e se e' vero che e' stato detto che quella signorina era parente di un capo di Stato, dimostrerebbe che c'e' stata una certa disinvoltura e malcostume nell'uso privato di incarico pubblico''.

Fini non parla di nuovi governi senza Berlusconi ma il dibattito politico torna a ruotare attorno a ipotesi di esecutivi ''tecnici'' o di ''transizione''.

Pierluigi Bersani, segretario del Pd, si dice d'accordo con la diagnosi del presidente della Camera: ''Ma adesso servono i fatti perche' se digeriamo anche questa non so cosa possa pensare il mondo. Sia coerente Fini e stacchi la spina al governo''. Quanto alle prospettive, il leader del Pd avanza la sua proposta: ''Se questo governo dichiara la sua crisi e Berlusconi si dimette, noi siamo pronti a un breve governo di transizione per fare la legge elettorale, affrontare una o due questioni di emergenza e poi andare al voto sulla base di nuovi progetti da presentare agli italiani perche' cosi' non si puo' andare avanti''.

E' molto netta anche la posizione dell'Udc. Il segretario Lorenzo Cesa rilancia l'ipotesi di un governo alternativo: ''Dal 1994 ad oggi mai i governi guidati da Berlusconi erano caduti cosi in basso. Non ci sembra molto intelligente minimizzare. Ci appelliamo alle persone piu' responsabili del centrodestra perche' assumano l'iniziativa di dare vita a una fase politica nuova. Le dimissioni del governo a questo punto sono inevitabili''.

Sul ''caso Ruby'' Pd e Idv hanno intanto sospeso la stesura di una mozione di sfiducia nei confronti del premier in attesa di mercoledi', quando il ministro degli Interni Roberto Maroni dovrebbe rispondere alla Camera ad alcune interrogazioni nel corso di un ''question time'' ad hoc. Massimo Donadi, capogruppo dell'Idv, conferma: ''Ci auguriamo che Maroni risponda e dica la verita' su come si sono svolti i fatti e non cerchi di coprire responsabilita' ed abusi di potere. Sulla base delle sue risposte decideremo se presentare la mozione di sfiducia, insieme alle altre opposizioni''.


Ultimo aggiornamento Martedì 02 Novembre 2010 06:39
 

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