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Il governo cancella la memoria dell'antifascismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Lunedì 08 Novembre 2010 11:07

''Dopo il taglio dei fondi destinati al Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara a cadere sotto la scure di Tremonti e' il Museo Storico della Liberazione di Roma di via Tasso, che rischia di chiudere a fine anno: senza gli stanziamenti previsti del ministero dei Beni culturali, l'edificio che durante l'occupazione nazifascista di Roma divenne tristemente famoso come luogo di reclusione e tortura da parte delle SS per oltre 2000 antifascisti, e' destinato a chiudere i battenti.

 

Ci auguriamo che il ministro Bondi, al quale abbiamo rivolto un'interrogazione urgente, intervenga quanto prima per assicurare i fondi previsti. Se cosi' non sara' quella del Governo risultera' come una scelta deliberata, impossibile da giustificare con ragioni di contabilita' trattandosi di un contributo annuale di 50mila euro, e che dimostrerebbe l'estraneita' del centrodestra ai valori sui quali si fonda la nostra Repubblica''.

Lo dichiarano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. ''Migliaia di persone ogni anno si recano a visitare il luogo che ospita a Roma la memoria di quegli anni terribili, ma evidentemente il Governo colpisce indiscriminatamente senza badare all'utilita' sociale e culturale dei diversi destinatari di finanziamenti pubblici.

 La chiusura del museo di via Tasso - concludono i senatori del Pd - sarebbe un'offesa alla citta' di Roma, medaglia d'oro al valore militare per la guerra di Liberazione, e un'intollerabile sfregio alla memoria dei tanti partigiani ed ebrei vittime della violenza nazifascista''.

Il museo storico della Liberazione fu istituito con la legge 14 aprile 1957 n. 277 che riconosceva ad esso la personalità giuridica di ente pubblico. Negli ambienti dell’ex comando di polizia e carcere nazista, oggi vincolati nella struttura e nella funzione, venne compiuto un restauro in parte conservativo e in parte ricostruttivo e realizzato un allestimento che ebbe come riferimento i sacrari e memoriali militari.

Dopo la morte di Giulio Stendardo, avvenuta nel 1969, il Museo conobbe un lungo periodo di stasi fino al 1980 quando ne divenne presidente, fino alla morte avvenuta nel 2001, il sen. prof. Paolo Giulio Taviani, uno dei capi della vittoriosa Resistenza di Genova, più volte ministro per la DC e presidente della Federazione italiana dei volontari della Libertà. Egli fu sorretto e sostenuto dal prof. Arrigo Paladini, già detenuto in via Tasso, che ne divenne il direttore e che fu coadiuvato dalla moglie Elvira Sabbatini Paladini ( tuttora direttrice del Museo).

Il rilancio del Museo ebbe come punto di forza una sempre più intensa attività per le scuole, non solo romane, proseguita in progressione fino agli attuali oltre 15000 visitatori l’anno. Al piano terreno venne autorizzato l’allestimento di un muro divisorio e la realizzazione di un’aula didattica. L’intera ala dell’edificio, corrispondente al civico n. 145 fu sottoposta a vincolo perché di notevole interesse storico e sugli appartamenti istituito il diritto di prelazione dello Stato. Nel 2001, in occasione del primo giorno della memoria ( istituito con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 ) fu consegnato al Museo, che vi allestì la sala sulla deportazione degli ebrei romani, l’appartamento dell’interno 9.

Nella notte tra il 22 e il 23 novembre 1999 il Museo fu oggetto di un attentato esplosivo di natura antisemita che per caso non provocò conseguenze funeste ma provocò solo danni ai vetri delle finestre degli appartamenti e degli appartamenti ad esso più vicini. La manifestazione di solidarietà dell’ 8 dicembre successivo, con le sue oltre 3500 persone ( l’1 per mille della popolazione di Roma) contribuì a rinsaldare il legame ed il consenso popolare intorno al Museo.

 Nella fase più recente, nell’ambito del Museo sono state realizzate diverse iniziative di ricerca storico-documentaria volte ad arricchire la documentazione e ad ampliare le conoscenze. Inoltre, il Museo ha avviato contatti in Italia ed in Europa per collegarsi con analoghe istituzioni e luoghi di memoria.


Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Novembre 2010 12:24
 

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