Liste per il Comune di Torino: scoppia lo scandalo Stampa
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Lunedì 18 Aprile 2011 17:17

Aldo Di Biagio, coordinatore Fli in Piemonte, ha presentato un atto di sindacato ispettivo al Ministro Maroni per sapere quali sono ''le reali motivazioni che hanno condotto la Commissione elettorale del Comune di Torino a decretare una dilazione temporale della sottoposizione delle liste

 

 

e qual e' il provvedimento autorizzativo''. Dato che - si legge nell'interrogazione - la Circolare del Ministero dell'Interno, richiama la decisione del Consiglio di Stato 17 maggio 1996, n. 574 la quale dispone che''la mancanza della dichiarazione antimafia comporta l'immediato, e non sanabile, depennamento del candidato dalla lista''. Malgrado cio', in data 17 aprile la commissione elettorale del Comune di Torino, avrebbe inteso - su decisione della Prefettura del Capoluogo Piemontese -decretare una proroga di 48 ore per la sottoposizione delle liste elettorali per le amministrative''.

''La proroga - si legge nell'atto - sarebbe stata motivata dall'anomalia in capo alla sottoposizione delle liste elettorali dei partiti PdL e Lega che rischierebbero di essere estromesse dall'agone elettorale in virtu' di un vizio sostanziale in capo alla configurazione delle stesse liste.

Nella fattispecie, le suindicate liste sarebbero state presentate utilizzando una modulistica obsoleta, antecedente a quella in vigore dal 2009, anno a partire dal quale vige l'obbligo di inserimento della dichiarazione antimafia''. ''Di fatto - evidenzia Di Biagio - le liste PdL e Lega sono prive di dichiarazione antimafia dei candidati e pertanto suscettibili di estromissione ai sensi della circolare ministeriale. Inoltre la decisione della Commissione elettorale non risulta essere stata legittimata da provvedimento speciale di natura ministeriale recante ragionevoli motivazioni della deroga della normativa vigente in materia di ammissione delle liste''.


Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Aprile 2011 17:23