In Italia sempre più poveri Stampa
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Mercoledì 15 Ottobre 2008 14:08

Passano gli anni ma niente cambia, e i poveri in Italia non riescono a uscire dalla povertà, perchè le risorse sono limitate e soprattutto male utilizzate. Nell'Europa dei 15, infatti, l'Italia dopo la Grecia è il Paese in cui i trasferimenti sociali hanno il minor impatto nel ridurre la povertà: abbattono la quantità di popolazione povera solo di 4 punti percentuali.

Per esempio, Svezia, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Germania e Irlanda riescono a ridurre del 50% il rischio di povertà.

E' quanto si legge nel Rapporto 2007 sulla povertà in Italia elaborato da Caritas italiana e Fondazione Zancan. In termini generali, la spesa per la protezione sociale italiana sostenuta dalle amministrazioni pubbliche e da istituzioni private, non è alta: è sotto alla media Ue 15 sia in termini di percentuale di Pil, cioè di prodotto interno lordo, sia in termini di spesa pro capite a ciò destinata. In realtà c'è stata una crescita considerevole nel corso degli anni, ma soprattutto a causa della componente previdenziale, spiega il rapporto.

Nel 2007, secondo il ministero dell'Economia e delle finanze, le istituzioni pubbliche hanno erogato prestazioni a fini sociali pari a 366.878 milioni di euro, di cui il 66,3%, pari a 243.139 milioni di euro, per pensioni (+5,2% rispetto all'anno precedente). Una squilibrio funzionale evidente se si considera l'incidenza percentuale sul Pil: la spesa per la previdenza incide per il 15,8% (15,6% nel 2006), quella per la sanità per il 6,2% (6,4% nel 2006), e quella per l'assistenza sociale per l'1,9% (lo stesso valore del 2006).

Secondo il rapporto in Italia i trasferimenti sociali non riescono a incidere efficacemente sul fenomeno della povertà a causa di due questioni "da affrontare con urgenza": il passaggio da trasferimenti monetari a servizi e la gestione decentrata della spesa sociale. Nell'ambito della protezione sociale i trasferimenti monetari costituiscono la voce principale di spesa a causa del forte peso delle prestazioni previdenziali.

Tuttavia, se si concentra l'attenzione sulla voce 'altri servizi', si nota che nel confronto europeo l'Italia è agli ultimi posti per incidenza di tale spesa sul totale delle prestazioni sociali. In altri Paesi, invece, l'aiuto in termini di servizi è significativamente maggiore: se l'incidenza in Italia non raggiunge il 5%, in Paesi come la Danimarca o la Svezia supera il 20% Per quanto riguarda poi la gestione della spesa, nel nostro Paese l'assistenza sociale è tuttora erogata a livello centrale piuttosto che a livello locale.

Focalizzando l'attenzione sulla sola spesa per assistenza sociale e applicando la definizione di assistenza sociale adottata dalla Commissione Onofri, cioè 46.988 milioni di euro per il 2007, pari a un pro capite di 789,23 euro, otteniamo che solo 86,15 euro, cioè l'11%, è spesa gestita a livello locale. Si tratta di una contraddizione su cui è urgente intervenire, collegando strutturalmente il passaggio da trasferimenti a servizi e da gestione centrale a gestione locale.


Ultimo aggiornamento Mercoledì 15 Ottobre 2008 14:16