L'eredità di un italiano. Giovanni Spadolini a 20 anni dalla scomparsa. Stampa
Scritto da Giuseppe Di Claudio   
Giovedì 16 Ottobre 2014 18:13

La Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani ha ospitato il convegno "L'eredità di un italiano. Giovanni Spadolini a 20 anni dalla scomparsa", promosso dal Presidente del Senato, Pietro Grasso.

 

Il convegno è stato coordinato da Giorgio Giovannetti e ad esso sono intervenuti Cosimo Ceccuti, Stefano Folli, Andrea Manzella e Giuliano Amato.

Ripercorriamo per brevi estratti le parole dell'ultimo relatore, il Prof. Amato, che ha focalizzato il suo intervento sul rapporto di Giovanni Spadolini con Croce, "che per tutta la vita è un rapporto di devota attenzione" e "si sviluppa in modo esponenziale quando nell'estate del 1991" l'allora Presidente del Senato riesce a "conquistare" Palazzo della Minerva per trasferirvi la Biblioteca del Senato. "Perché è consapevole che quel posto lì non è lontano dalla Biblioteca della Camera e che quindi si potrà fare un'operazione culturale non dissimile da quella che si fece per la creazione della Library of Congress a Washington. Lui ha questa ambizione: fare la Library of Congress in Italia. Chi altro la poteva avere?".

È l'estate del 1991 e Spadolini, "che finge di non essere più professore perché non ha tempo", è occupato dalla stesura di un saggio sul carteggio fra Benedetto Croce e la Biblioteca del Senato. "Croce che, a seconda dei lavori che stava scrivendo, aveva bisogno di questo o quel libro [...]. Scrive prevalentemente a Chelazzi, che veniva dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, e prima ancora a Pintor. Il Presidente del Senato, dunque, passa la sua estate con Croce e le sue lettere ai direttori della Biblioteca del Senato, discutendo di questo o quel libro". [Ndr: per la storia della Biblioteca sotto le direzioni Pintor e Chelazzi si rinvia alla relativa pagina del sito; per il rapporto fra Croce e la nostra Biblioteca si vedal'articolo dello Speciale 2012 di MinervaWeb dedicato al tema].

Amato ha proseguito ricordando come lo stesso Palazzo della Minerva legava Croce e la Biblioteca del Senato, dal momento che aveva ospitato Croce (e prima di lui De Sanctis) come Ministro della Pubblica Istruzione: diventa "determinante per Spadolini il fatto che lì c'erano i Domenicani e che lì per sua fortuna lo Stato italiano ci mise non una caserma ma il Ministero della Pubblica Istruzione".

Così, "affiancandosi la Biblioteca del Senato, in quell'insula dominicana, che è il simbolo stesso dei grandi eventi e di vocazione dei luoghi, intitolata alla cultura dell'età medievale e a quella rinascimentale, alla Biblioteca della Camera [...] si viene a realizzare a Roma un'opera in qualche modo paragonabile alla Biblioteca del Congresso anche se non ancora unificata".


Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Ottobre 2014 18:20