Madrid: parole e immagini, così la Spagna scopre Depero Stampa
Scritto da Redazione   
Mercoledì 14 Gennaio 2015 20:56

“Quando vivrò di quello che ho pensato ieri, comincerò ad avere paura di chi mi copia”. Parole di Fortunato Depero: pittore, scultore e pubblicitario. Dalla pittura all’arte applicata, dal teatro alla pubblicità, il genio di Depero rappresenta uno dei momenti più originali e dinamici dell’arte italiana del Novecento.

 

Anche la Spagna - dopo New York e Barcellona - è andata alla  scoperta di questo genio, il più eclettico dei futuristi: l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha, infatti, ospitato nei giorni scorsi una grande esposizione: “Depero futurista. 1913-1950”. La mostra della Fundación Juan March chiuderà i battenti il 18 gennaio e proprio per concludere l’omaggio all’artista trentino è in programma martedì 20 gennaio (alle 20 presso la sede dell’Istituto) un incontro - promosso dall’Iic in collaborazione con la Fundación Juan March - che vedrà protagonista l’architetto e storico dell’arte modera Maurizio Scudiero.

Lo storico illustrerà gli aspetti letterari, poetici, polemici, politici e artistici del padre del disegno grafico contemporaneo. Proprio Scudiero è l’autore di una monografia – la più completa e ricca di illustrazioni a oggi disponibile –  su Depero: nel testo le principali tappe del percorso creativo dell’artista e la sua intensa vicenda umana vengono a fondersi in una narrazione vivace e dettagliata, in cui trovano ampio spazio testimonianze d’epoca e citazioni dai manoscritti dello stesso Depero.

Un artista multiforme

Attivo per quarant’anni, Fortunato Depero (Fondo, provincia de Trento, 1892-Rovereto, 1960) “è un personaggio a tutto tondo che ha sfidato le convenzioni attraverso un processo creativo in grado di spaziare dal teatro alla pubblicità; dal design all’artigianato attraverso la sperimentazione di differenti tecniche, come dimostrano le sue celebri tarsie di stoffe colorate” affermano i curatori della mostra “Universo Depero” Alberto Fiz e Nicoletta Boschiero che ricordano come proprio Umberto Boccioni, nel 1916, rimproverava amichevolmente a Depero di “osare troppo”. Nel celebre manifesto Ricostruzione futurista dell’universo firmato da Giacomo Balla e Fortunato Depero nel marzo 1915 gli intendimenti erano chiari: “Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l'universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all'invisibile, all'impalpabile, all'imponderabile, all'impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell'universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto”.

Redazione del portale istituzionale del Ministero degli Affari Esteri www.esteri.it in collaborazione con ANSA


Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Gennaio 2015 21:02